Pensiero del venerdì

Blaise-Pascal-Non-ci-accontentiamo

 

 

 

 

 

 

 

Non ci accontentiamo mai del presente.
Anticipiamo il futuro perché tarda a venire, come per affrettarne il corso, o richiamiamo il passato per fermarlo, come fosse troppo veloce, così, imprudentemente, ci perdiamo in tempi che non ci appartengono, e non pensiamo al solo che è nostro, e siamo tanto vani da occuparci di quelli che non sono nulla, fuggendo senza riflettere il solo che esiste.

B. Pascal

Pensieri

Annunci

Biancomangiare

Questo pomeriggio vi suggerisco una ricetta molto interessante. Si tratta del biancomangiare, un dolce che in molti ritengono essere di origine araba, dal gusto morbido e delicato.

Ingredienti

  • 500 ml di latte
  • 100 g di zucchero
  • 50 g di amido per dolci
  • Una bustina di vanillina
  • Scorza di un limone grattugiata
  • Cannella q.b.
  • Mandorle sgusciate non tostate

Procedimento:

Per prima cosa versate in un pentolino il latte, avendo cura di conservarne un bicchiere insieme alla scorza di limone, allo zucchero e alla vanillina. Lasciate cuocere a fiamma moderata. Mentre il latte si sta riscaldando, prendete una scodella e  versate con molta attenzione e a filo, l’amido setacciato e il latte conservato. Quindi unite l’amido al latte del pentolino e mescolate con una frusta. Dopo circa una quindicina di minuti, il composto si sarà addensato. Toglietelo dal fuoco e versate il composto negli stampi. Prima di porli in frigo, lasciate raffreddare a temperatura ambiente. Andrà in seguito raffreddato in frigo per un paio d’ore. Prima di servire estraete il biancomangiare dallo stampo e spolverate della cannella in polvere e qualche mandorla non tostata.

P.S: Potete sostituire il bicchiere di latte con il latte di mandorla che contribuisce a rendere il dolce molto fresco e profumato.

Buon appetito!

IMG_7919-1300x867.jpg

La vita non è in ordine alfabetico

La vita non è in ordine alfabetico come credete voi. Appare… un po’ qua e un po’ là, come meglio crede, sono briciole, il problema è raccoglierle dopo, è un mucchietto di sabbia, e qual è il granello che sostiene l’altro? A volte quello che sta sul cocuzzolo e sembra sorretto da tutto il mucchietto, è proprio lui che tiene insieme tutti gli altri, perché quel mucchietto non ubbidisce alle leggi della fisica, togli il granello che credevi non sorreggesse niente e crolla tutto, la sabbia scivola, si appiattisce e non ti resta altro che farci ghirigori col dito, degli andirivieni, sentieri che non portano da nessuna parte, e dai e dai, stai lì a tracciare andirivieni, ma dove sarà quel benedetto granello che teneva tutto insieme… e poi un giorno il dito si ferma da sé, non ce la fa più a fare ghirigori, sulla sabbia c’è un tracciato strano, un disegno senza logica e senza costrutto, e ti viene un sospetto, che il senso di tutta quella roba lì erano i ghirigori.

A. Tabucchi

6102-sabbia-e-sabbiature-tutti-i-benefici-preview-default

Canto d’amore per le parole

Perché abbiamo paura delle parole
quando sono state mani dal palmo rosa
delicate quando ci accarezzano gentilmente le gote
e calici di vino rincuorante
sorseggiato, un’estate, da labbra assetate?
Perché abbiamo paura delle parole
quando tra di loro vi sono parole simili a campane invisibili,
la cui eco preannuncia nelle nostre vite agitate
la venuta di un’epoca di alba incantata,
intrisa d’amore e vita?
Allora perché abbiamo paura delle parole’
Ci siamo assuefatti al silenzio.
Ci siamo paralizzati, temendo che il segreto possa dividere
le nostre labbra.
Abbiamo pensato che nelle parole giaceva un folletto
invisibile,
rannicchiato, nascosto dalle lettere dalle orecchie del tempo.
Abbiamo incatenato le lettere assetate,
vietando loro di diffondere la notte per noi
come un cuscino, gocciolante di musica, sogni,
e caldi calici.
Perchè abbiamo paura delle parole?
Tra di loro ne esistono di incredibile dolcezza
le cui lettere
hanno estratto il tepore
della speranza da due labbra,
e altre che, esultando di gioia
si sono fatte strada
tra la felicità momentanea di due occhi inebriati.
Parole, poesia, teneramente
hanno accarezzato le nostre gote,
suoni che, assopiti nella loro eco, colorano, una frusciante,
segreta passione, un desiderio segreto.
Perché abbiamo paura delle parole?
Se una volta le loro spine ci hanno ferito,
hanno anche avvolto le loro braccia attorno al nostro collo
e  diffuso il loro dolce profumo sui nostri desideri.
Se le loro lettere ci hanno trafitto
e il loro viso si è voltato stizzito
ci hanno anche lasciato un liuto in mano
e domani ci inonderanno di vita.
Su, versaci due calici di parole!
Domani ci costruiremo un nido di sogni di parole
in alto, con l’edera che discende dalle sue lettere.
Nutriremo i suoi germogli con la poesia
e innaffieremo i suoi fiori con le parole.
Costruiremo un terrazzo con la timida rosa
con colonne fatte di parole,
e una stanza fresca inondata di ombra,
protetta da parole.
Abbiamo dedicato la nostra vita come una preghiera
Chi pregheremo… se non le parole.
NAZIK AL-MALA’IK
parole.jpg

Testa di moro di Castelbuono

IMG_1687

Le festività natalizie si sono ormai concluse  insieme alle meravigliose tavolate di cibi succulenti. Ogni anno è sempre la stessa storia: l’Epifania sancisce anche l’inizio di una dieta che forse terminerà a Carnevale oppure a Pasqua. In attesa di poter mangiare di nuovo, pubblico questa ricetta. Si tratta di un dolce al cucchiaio tipico di Castelbuono, bellissima località sulle Madonie.  Il dolce è costituito da diversi strati di sfoglie che vengono fritte e farcite con crema e cannella.

Riguardo l’origine, si racconta che questo dolce venne preparato la prima volta per la festeggiare la sconfitta degli Arabi e la vittoria dei Normanni ma non vi sono altre notizie.

Ingredienti per la sfoglia
100 g di farina 00
Un uovo
Un cucchiaio di zucchero
Un pizzico di sale
Olio di semi per friggere

 Procedimento per la sfoglia della testa di turco:

 Prendete una terrina e ponetevi  l’uovo, il cucchiaio di zucchero, il sale e la farina. Amalgamate il composto aggiungendo eventualmente dell’acqua a filo. L’impasto deve essere liscio ed omogeneo.  Stendete l’impasto ricavandone dei quadrati, simili alle lasagne.

Scaldate una padella con olio di semi. Non appena l’olio è abbastanza caldo, friggete i quadrati di sfoglia fino a quando non si dorano e compaiono le bolle. Riponete dunque su carta assorbente.

Ingredienti per la crema:

500 ml di latte

100 g di zucchero

50 g di amido per dolci

Scorza di un limone grattugiata

 Procedimento per la crema:

In un pentolino  versate il latte, tenendone da parte un bicchiere. Aggiungete la  scorza di limone e lo zucchero. Cuocete a fiamma moderata. Man mano che il latte si riscalda,  prendete una terrina e versatevi l’amido e il latte che avevate precedentemente conservato. Attenzione ai grumi. Versate l’amido lentamente e mescolate con una frusta.Aggiungete il composto della terrina a quello della pentola. Una volta che il composto comincia ad addensare, toglierlo dal fuoco.

A questo punto stendete uno strato di sfoglia sul fondo di una teglia. Versatevi una parte della crema e cospargete di cannella macinata. Potete aggiungere anche qualche goccia di cioccolato. Ripetete l’operazione per almeno tre volte, ricordandovi di cospargere sempre con la cannella. Conservate la testa di turco in frigorifero per  un paio d’ore,  guarnite con gocce di cioccolato e codine di zucchero colorati.

 

 

Promessa

Ogni giorno della vita è unico, ma abbiamo bisogno che accada qualcosa che ci tocchi per ricordarcelo. Non importa se otteniamo dei risultati o meno, se facciamo bella figura o no, in fin dei conti l’essenziale, per la maggior parte di noi, è qualcosa che non si vede, ma si percepisce nel cuore.
(Aruki Murakami)

Filastrocca di capodanno

Fammi gli auguri per tutto l’anno:
voglio un gennaio col sole d’aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile;
voglio un giorno senza sera,
voglio un mare senza bufera;
voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore del pesco;
che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo, non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.
(Gianni Rodari)

capodanno-2018

Meravigliosa Alda

Bambino, se trovi l’aquilone della tua fantasia legalo con l’intelligenza del cuore. Vedrai sorgere giardini incantati e tua madre diventerà una pianta che ti coprirà con le sue foglie. Fa delle tue mani due bianche colombe che portino la pace ovunque e l’ordine delle cose. Ma prima di imparare a scrivere guardati nell’acqua del sentimento.

A. Merini

IMG-20171229-WA0011

Una palermitana a Milano

Dobbiamo fronteggiare l’attacco batteriologico.

I sopravvissuti decidono di fare un salto in farmacia.  Fin qui tutto normale fino a quando non dimentico di essere in territorio straniero e, per rompere il ghiaccio, vista la lista dei farmaci d’acquistare, dico : “siamo tutti ammazzati”!

Un palermitano avrebbe mostrato compassione ed avrebbe dato la colpa al tempo. La povera farmacista ha cominciato a sgranare gli occhi e così rapidamente ho scoperto che ci sono affermazioni che sono assolutamente proibite a Milano. Eccovi un breve elenco:

1. Ho sceso il cane 😨

2.sto venendo😆

3. Vado a prendere un caffè, te lo porto? 😰

4. Esco la pasta dal forno😁

5.  A: Salutami Riccardo.

B: Non mancherò 😱

Che possiamo farci? Ridiamoci su!