Preghiera

Signore,
disegna il tuo cuore nel nostro cuore,
perché sappiamo affrontare con amore
ogni prova della vita.
Disegna il tuo cuore nella nostra storia,
perché i nostri gesti siano coerenti alle nostre parole.
Disegna il tuo cuore nelle nostre azioni,
perché non siano segnate dal tornaconto.
Disegna il tuo cuore nella nostra comunità,
perché sia spazio accogliente per ciascuno.
Disegna il tuo cuore nelle nostre famiglie,
perché siano oasi della tua presenza.
Disegna il tuo cuore in ogni nostra decisione,
perché possiamo essere segno del tuo amore appassionato.
Rendici pieni di stupore e vuoti di egoismo,
ricchi di comprensione e privi di cattiveria,
solidali con gli esclusi e cercatori della vita eterna.
Amen.

Don A. Saporito

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Geronimo e Bartolomeo

Geronimo arrivò a casa di Bartolomeo e vide che stava preparando le valigie. Non sapeva che avesse intenzione di andare in vacanza o di cambiare casa e quindi gli parve molto strano. Bartolomeo, nel frattempo, continuava ad aprire ante e cassetti e a chiedersi cosa potesse servirgli e cosa potesse lasciare dove si trovava. Pareva quasi che volesse portare con sé tutta la casa ed un paio di valigie già piene e super imbottite facevano capolino dallo scendiletto.

Geronimo lo osservò per qualche minuto e poi gli chiese: “Bartolomeo hai deciso di partire?”

A quel punto Bartolomeo si voltò e si accorse della presenza dell’amico e, sorpreso per non essersi accorto di tale presenza, si fermò un attimo e sembrò quasi riflettere. “Si Geronimo, ho deciso di partire”.

“Dove vai di bello?” domandò Geronimo.

“In un posto ove io possa trovare qualcosa di cui meravigliarmi: qui la vita è tanto monotona, stressante. Le cose sono sempre uguali, ogni giorno la solita routine, le solite persone, ….. che barba … non sono più io, non so neanche più chi sono  e tu? Ogni giorno vieni a trovarmi e parliamo delle solite cose, abbiamo abitudini noiose, non sei stanco tu?”

Geronimo non rispose, prese il geranio che si trovava sul davanzale e lo irrorò di acqua.

“Vedi !?!” riprese Bartolomeo “ogni giorno dai acqua a quella pianta, sei così abituato a farlo che non mi ascolti neppure, non mi hai neanche risposto, ti sei limitato a fare ciò che fai ogni giorno.”

Geronimo riportò la pianta sul davanzale e poi guardò tristemente Bartolomeo. Vide un uomo stanco, con i capelli in piedi, un uomo che stava camminando sull’orlo di un precipizio. Una piccola spinta e sarebbe caduto, come fare per farlo allontanare?

Bartolomeo era irritato e continuò : “Cos’hai da guardarmi con quell’aria da cane bastonato !?! La cosa più importante per te è innaffiare quella pianta? Portatela a casa, te la regalo, tanto a me in viaggio non serve.”

Geronimo allora disse : “Ti va una tazza di thé?”

A quel punto Bartolomeo si infuriò :”Ma come, io parlo, parlo e tu …. tu continui con le tue stupide abitudini, casa vuoi che me ne importi di una tazza di thé. Ogni giorno il tuo thé,  per fare quattro chiacchiere e togliersi lo sfizio di un dolcetto. E’ ora di cambiare. Smettila di guardarmi con quella faccia!”

Geronimo sospirò e, non sapendo bene che pesci prendere, decise di esporre il suo pensiero.

“Caro Bartolomeo, sono felice che tu abbia deciso di fare un viaggio, cambiare aria fa molto bene, così come cambiare ambiente e conoscere nuovi posti e nuova gente; è come aprire la finestra al mattino e godersi il fresco e l’orizzonte, quando la si chiude ci si risente a casa. Però non ho ben capito quale sia di preciso la tua meta”

“Geronimo, finalmente mi ascolti. Beh … i nomi dei posti non me li ricordo bene ma l’agenzia viaggi ha detto che fanno al caso mio. Devo solo sbrigarmi a fare i bagagli perché è un viaggio last minute. Parto fra poche ore.”

Geronimo fissò l’amico e disse: “Hai affidato la tua vita ad un’agenzia di viaggio, senza neanche sapere dove ti mandano? Ti affideresti ad un chirurgo senza ben sapere chi sia o cosa ti farà?”

Bartolomeo rimase di stucco: “Ma cosa stai dicendo, voglio solo andarmene e cambiare ambiente!!!”

“Appunto” rispose l’amico “tu stai cercando un posto dove poterti meravigliare perché non molto tempo fa, anche se ti sembra un’eternità, riuscivi a farlo anche qui e ora non ci riesci più. In realtà tu non stai cercando un posto e non lo troverai se, partendo, nelle tue valigie non metti l’unica cosa che ti serve. Devi portarti due nuovi occhi e non li troverai fuori dalla porta e non li troverai andando da un ottico, quegli occhi sono dentro di te. Tu hai smesso di meravigliarti allontanandoti da te stesso e non puoi ritrovarti fuori, nessuno e nessun luogo può ridarti ciò che pensi di aver perso. Solo tu puoi ritrovarlo cercandolo dentro di te. Ci sono tantissime cose di cui ci si può meravigliare ovunque, persino dentro a questo piccolo appartamento. Non è meraviglioso che siamo amici da tanto tempo? Non è meraviglioso che quel geranio, con solo qualche goccia di acqua, ci faccia godere della sua bellezza da tanto tempo? Non è meraviglioso potersi ritrovare ogni giorno anche solo per raccontarsi sciocchezze?. Io trovo tutto questo meraviglioso, come lo svegliarmi al mattino e tante altre cose. Vedi non è il posto che crea la meraviglia è come guardiamo le cose che le rende tali. Buon viaggio Bartolomeo quando tornerai io sarò ancora qui.”

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Fame di tenerezza

Abbiamo fame di tenerezza, in un mondo dove tutto abbonda ma siamo poveri di questo sentimento che è come una carezza per il nostro cuore.
Abbiamo bisogno di questi piccoli gesti che ci fanno stare bene.
La tenerezza è un amore disinteressato e generoso, che non chiede nient’altro che essere compreso e apprezzato

Alda Merini

Salmo 138

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1 Al maestro del coro. Di Davide. Salmo.
Signore, tu mi scruti e mi conosci,
2 tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
3 mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie;
4 la mia parola non è ancora sulla lingua
e tu, Signore, già la conosci tutta.
5 Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.
6 Stupenda per me la tua saggezza,
troppo alta, e io non la comprendo.
7 Dove andare lontano dal tuo spirito,
dove fuggire dalla tua presenza?
8 Se salgo in cielo, là tu sei,
se scendo negli inferi, eccoti.
9 Se prendo le ali dell’aurora
per abitare all’estremità del mare,
10 anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.
11 Se dico: «Almeno l’oscurità mi copra
e intorno a me sia la notte»;
12 nemmeno le tenebre per te sono oscure,
e la notte è chiara come il giorno;
per te le tenebre sono come luce.
13 Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
14 Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.
15 Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.
16 Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
e tutto era scritto nel tuo libro;
i miei giorni erano fissati,
quando ancora non ne esisteva uno.
17 Quanto profondi per me i tuoi pensieri,
quanto grande il loro numero, o Dio;
18 se li conto sono più della sabbia,
se li credo finiti, con te sono ancora.
19 Se Dio sopprimesse i peccatori!
Allontanatevi da me, uomini sanguinari.
20 Essi parlano contro di te con inganno:
contro di te insorgono con frode.
21 Non odio, forse, Signore, quelli che ti odiano
e non detesto i tuoi nemici?
22 Li detesto con odio implacabile
come se fossero miei nemici.
23 Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore,
provami e conosci i miei pensieri:
24 vedi se percorro una via di menzogna
e guidami sulla via della vita.

 

Cristina

397D4F5F-BD4F-4264-910F-616EA931AC3AUna figlia. Uno sbalordimento. Una perfezione. La cosa più nuova al mondo. Così piccola. Così piena di segreti. E ogni giorno porta nuove meraviglie: poiché ogni sorriso, ogni gesto è un incanto, ogni cosa è inattesa. Il suo volto si illumina quando tu…proprio tu, entri nella sua visuale. Le tue canzoni la deliziano, solo tu sei quella che la fa addormentare a carezze, allontanare le sue paure, portarla dalle lacrime al riso. E’ così bella, così divertente, così vivace, così decisa. E ti ama con tutto il suo cuore. Chi ha avuto una figlia così cara, non ha fallito nella vita.
(Pam Brown)

 

La ricetta delle addormentasuocere

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Il nome di questa ricetta che vi propongo è decisamente curioso e divertente. Da dove derivi  non so anche se potremmo azzardare qualche ipotesi. Le suocere, sgranocchiando le mandorle caramellate, potrebbero essere così coinvolte da decidere di mettere a tacere qualsiasi parola superflua nei confronti di nuore o figli oppure potrebbe risolvere addormentarsi per il quantitativo di zucchero presente nella ricetta. Sta di fatto che ne varrebbe comunque la pena!

Ingredienti:

120 g di mandorle con la pellicina

100 g di zucchero semolato bianco

N50 ml di acqua fredda

1 noce di burro

Procedimento:

Per prima cosa prendete una pentola e mettetevi dentro le mandorle, lo zucchero e l’acqua. Portate ad ebollizione a fiamma moderata. Utilizzate, per girare il composto, un cucchiaio di legno. Continuate a mescolare fino a quando lo zucchero non si sarà caramellato. A questo punto abbassate lentamente la fiamma e fate di che lo zucchero si amalgami alla mandorla. Badate bene che il colore del composto, giunto a questo punto, sarà biancastro.Continuate a mescolare ed alzare un po’ la fiamma. Aggiungete la noce di burro.Continuate a mescolare.Non appena raggiungerà il  colore desiderato,  spegnete e distendete il composto su una teglia rivestita di carta forno. Separate le mandorle aiutandovi con una forchetta e lasciate raffreddare. Il risultato è garantito! Buon appetito!

 

 

Itaca

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
né nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta;
più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti

Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

C.kavafis

Tempo

Figlio: “Papà, posso farti una domanda?”
Papà: “Certo, di cosa si tratta?”
Figlio: “Papà, quanti soldi guadagni in un ora?”
Papà: “Non sono affari tuoi. Perché mi fai una domanda del genere?”
Figlio: “Volevo solo saperlo. Per favore dimmelo, quanti soldi guadagni in un ora?”
Papà: “Se proprio lo vuoi sapere, guadagno 100 dollari in un ora”
Figlio: “Oh! (con la testa rivolta verso il basso)
Figlio: “Papà, mi presteresti 50 dollari?”
Il padre si infuriò.
Papà: “La sola ragione per cui me lo hai chiesto era per chiedermi in prestito dei soldi per comprare uno stupido giocattolo o qualche altra cosa senza senso, adesso tu fili dritto per la tua stanza e vai a letto. Pensa al perché stai diventando così egoista. Io lavoro duro ogni giorno per questo atteggiamento infantile.”
Il piccolo bambino andrò in silenzio nella sua stanza e chiuse la porta.
L’uomo si sedette e diventò ancora più arrabbiato pensando alla domanda della ragazzo. Come ha avuto il coraggio di farmi una domanda simile solo per avere dei soldi?
Dopo un ora o poco più, l’uomo si calmò, e cominciò a pensare:
Forse c’era qualcosa di cui aveva davvero bisogno di comprare con 50 dollari, non chiede dei soldi molto spesso.
L’uomo andò nella stanza del piccolo bambino e aprì la porta.
Papà: “Stai dormendo, figlio?”
Figlio: “No papà, sono sveglio”.
Papà: “Stavo pensando, forse sono stato troppo duro con te prima. È stato un giorno faticoso per me oggi e mi sono scaricato su di te. Questi sono i 50 dollari che mi hai chiesto”.
Il piccolo bambino si sedette subito e cominciò a sorridere.
Figlio: “Oh, grazie papà!”
Dopo, da sotto il suo cuscino ha tirato via delle banconote stropicciate. L’uomo vide che il bambino aveva già dei soldi, e inizio ad infuriarsi di nuovo. Il piccolo bambino iniziò lentamente a contare i suoi soldi, e dopo guardò il padre.
Papà: “Perché vuoi altri soldi se ne hai già”?
Figlio: “Perché non ne avevo abbastanza, ma adesso si”.
“Papà, ho 100 dollari adesso. Posso comprare un ora del tuo tempo? Per favore vieni prima domani. Mi piacerebbe cenare con te.”
Il padre rimase impietrito. Mise le sue braccio attorno al suo bambino e lo implorò di perdonarlo.

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