Filastrocca dei mutamenti

“Aiuto, sto cambiando” disse il ghiaccio
“Sto diventando acqua, come faccio?
Acqua che fugge nel suo gocciolìo!
Ci sono gocce, non ci sono io!”.

Ma il sole disse: “Calma i tuoi pensieri.
Il mondo cambia, sotto i raggi miei:
tu tieniti ben stretto a ciò che eri
e poi lasciati andare a ciò che sei”.

Quel ghiaccio diventò un fiume d’argento
non ebbe più paura di cambiare
e un giorno disse: “Il sale che io sento
mi dice che sto diventando mare.
E mare sia. Perché ho capito, adesso,
non cambio in qualcos’altro, ma in me stesso”.

– B. Tognolini

Countdown

La nostra vita è limitata. Non dureremo per sempre. 
Pur sapendolo, difficilmente pensiamo alla nostra fine, un po’ per paura, un po’ perché ci fa compagnia una sensazione di eternità, come se la morte fosse una sporca faccenda che riguarda solo gli altri. Come se la nostra partita fosse infinita.
La vita diventa così qualcosa di non urgente, di rimandabile. 
Ma, come scriveva saggiamente Seneca “Mentre rimandiamo, la vita passa”. E così arriviamo all’ultimo minuto della nostra esistenza e scopriamo che il Grande Arbitro non ci darà dei minuti di recupero o un tempo supplementare.Il fischio finale spegnerà i riflettori e farà sparire il pubblico dagli spalti.
Ci ritroveremo pieni di ammaccature con tante parole non dette,
tante azioni non compiute, tanti sogni seduti in panchina.

E allora
scuotiti e vivi intensamente
come se non ti aspettasse un domani. 
Manda in campo tutti i tuoi desideri, 
corri dei rischi, 
crea delle occasioni, 
tira dei calci di rigore.
Comincia ora.

QUESTA E’ LA TUA (unica) VITA E VA FINENDO UN MINUTO ALLA VOLTA.

Monica Orma

Frittelle di zucca

Ormai possiamo considerarci in Autunno e con l’arrivo di questa stagione non possiamo non preparare le frittelle di zucca, una ricetta semplice e sfiziosa.

Ingredienti:

  • 300 g di zucca al netto degli scarti
  • 2 uova piccole o medie
  • 100 g di farina 00
  • 1 cucchiaino di lievito istantaneo per torte salate
  • 40 g di parmigiano reggiano
  • 40  g di parmigiano reggiano a pezzetti o sempre grattugiato
  • timo prezzemolo, rosmarino
  • sale
  • pepe
  • olio di semi di arachidi

Preparazione:

Laviamo ed asciughiamo la zucca che provvederemo a grattugiare su carta assorbente.Copriamo con un altro strato di carta assorbente e cerchiamo di togliere bene l’ acqua in eccesso .

In una ciotola poniamo la zucca, la cipolla tritata, le uova, il formaggio grattugiato e a pezzetti, pepe ed erbe aromatiche. Mettiamo sale e pepe e mescoliamo bene. A questo punto uniamo la farina con il lievito setacciato e mescoliamo.

Prendiamo una padella e scaldiamo l’olio. Non appena questo sarà ben caldo, con un cucchiaio poniamo l’impasto. Cuociamo per circa 4 minuti, girando le frittelle. Con queste dosi dovrebbero venirne circa una decina.

Buon appetito!

Nascita

Gli esseri umani non nascono sempre
il giorno in cul le loro madri li danno alla luce,
la vita li costringe ancora molte altre volte 
a partorirsi da sé.

Gabriel García Márquez

Lasciare il segno

Quando diventiamo grandi spesso ci sentiamo dire che il mondo è fatto come è fatto,
che la vita è vivere nel mondo cercando di non andare a sbattere troppo contro i muri…
Ma questa è una vita limitata.

La vita può essere molto più interessante non appena scopriamo un fatto semplice 
e cioè che tutto ciò che ci circonda e che chiamiamo vita 
è stato creato da persone che non sono più intelligenti di noi
e che possiamo cambiarlo,
possiamo influenzarlo,
possiamo costruire cose nostre che altri possono usare.

Significa scrollarsi di dosso la concezione errata
che la vita sia li e che noi ci limiteremo a viverla invece di
abbracciarla,
cambiarla,
migliorarla,
lasciare il nostro segno.

Una volta capito questo…
non saremo mai più gli stessi.

S. Jobs

Un appunto


La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;

essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;

distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;

stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.

Un’occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;

e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l’erba;
e seguire con gli occhi una scintilla nel vento.

e persistere nel non sapere
qualcosa di importante.

Wislawa Szymborska

I figli si perdono già in casa…

Quest’oggi desidero condividere con voi una riflessione che ho trovato sul web e che ritengo possa aiutare a farci riflettere un attimo.

In questi ultimi giorni, a seguito anche del Covid, noi insegnanti ci troviamo costretti a dire i No che i genitori non hanno il coraggio di dire e talvolta, purtroppo, ci troviamo a dover “educare” anche le famiglie, a sensibilizzare continuamente circa la responsabilità personale e altrui per il rispetto delle regole specie in tempi così difficili.

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I figli non si “perdono” per strada. Quella perdita, infatti, inizia dentro casa, con gli stessi genitori assenti, con quella madre che è sempre impegnata, con una montagna di necessità che vengono ignorate e di frustrazioni che non vengono risolte. Un adolescente si allontana dopo un’infanzia satura di distanza e di un amore che non ha mai saputo educare, orientare, aiutare.

Iniziamo chiarendo il fatto che esistono sempre delle eccezioni.Ovviamente, a perdere sono bambini che sono cresciuti in ambienti ricchi di armonia, ma che hanno un comportamento disadattivo oppure adolescenti responsabili che sono riusciti a mettere distanza tra loro e un parente tossico. Esistono sempre alcuni casi che sfuggono alle dinamiche classiche quando ciò che accade giorno dopo giorno in una casa segna in modo irrimediabile il comportamento generale dei bambini.

In realtà, e per quanto possa sembrare curioso, un padre o una madre non sempre riescono ad accettare del tutto questo tipo di responsabilità. Infatti, quando un bambino mostra comportamenti aggressivi a scuola, per esempio, e i professori si mettono in contatto con i suoi genitori, è comune che la famiglia dia la colpa al sistema, all’istituto scolastico stesso e alla comunità scolastica perché “non sanno educare”, perché non intuiscono le sue necessità e non usano le giuste strategie.

Anche se è vero che, per quanto riguarda l’educazione di un bambino, tutti noi siamo “agenti attivi” (scuola, mezzi di comunicazione, organismi sociali…), è la famiglia a piantare e a far crescere nel cervello del piccolo il concetto di rispetto, le radici dell’autostima o il seme dell’empatia.

Spesso noi esseri umani non ci rendiamo conto di quanto Dio sia grande. Lui ci ha dato un cervello straordinario e un cuore sensibile e capace d’amore. Ci ha benedetto donandoci due labbra con cui parlare ed esprimere i nostri sentimenti, due occhi con cui ammirare un mondo di colori e di bellezza, due piedi con cui percorrere le strade della vita, due mani che lavorano per noi, un naso capace di cogliere i profumi e due orecchie con cui sentire parole d’amore. Come avevo sperimentato nel caso del mio orecchio sinistro, non ci rendiamo conto di quanto potere ci sia in ciascuno degli organi del nostro corpo finché non ne perdiamo uno.

Ammirare il mondo

Scuola di serie A, B, C

Borgo Ulivia, uno spazio verde potrebbe essere una villetta e invece  affonda nel degrado - Giornale di Sicilia

Non è mia abitudine lamentarmi senza che ci sia un reale motivo ma , dopo una settimana di scuola in presenza, mi sono resa conto di quante criticità e problemi ci siano in questo nuovo anno scolastico.

Non è che negli anni scorsi non si registrassero problematiche e carenze, ma quest’anno si è raggiunto veramente il top, specie nelle cosiddette scuole di frontiera, quelle comunità scolastiche di cui nessuno si ricorda nel bene e nel male, quelle realtà invisibili che non si vogliono guardare ma che esistono e che fanno parte della città, della mia città, di Palermo.

E’ facile occuparsi del nuovo anno scolastico scrivendo un meraviglioso articolo in stile libro cuore su una scuola sita in un quartiere della media e alta borghesia. Certo, magari ci saranno altre problematiche.

Ma perchè non interessarsi di quelle scuole, come la mia, dove frequentare è una conquista?

Quando impari a leggere, scrivere e far di conto è un meraviglioso miracolo e ti rallegri quando i bambini si sentono al sicuro tra le mura scolastiche ed imparano che c’è una realtà incredibilmente affascinante da scoprire e che è, o forse dovrebbe essere, per tutti.

Purtroppo, i bambini di certi quartieri sono segnati dalle origini, dal luogo di nascita e provenienza.

A questo c’è da aggiungere che fare didattica con le mascherine non è il massimo. A maggior ragione se le mascherine che ti hanno consegnato sono di un livello infimo a tal punto che non appena le indossi comincia a pruderti il naso e tutto il resto. Poi scopri che non a tutte le scuole sono state consegnate le medesime mascherine. Ad alcuni sono state date le mascherine chirurgiche a cui siamo abituati ma a noi no.

Allora da insegnante, ti chiedi cosa ci fai lì mentre parli di progetti di vita, di speranza, di realizzazione di se stessi, se già la società disfunzionale in cui viviamo ti dice il contrario. Ti sforzi con tutto il coraggio, la buona volontà e affidandosi al Buon Dio, di fare tutto ciò che puoi con ciò che hai, anche se molto spesso ti restano le lacrime e un pugno di mosche.