Lacrimanze

Che sono le lacrimanze?
” E’ una parola che ho inventato io e che riunisce malinconia, sensi di colpa, rimorsi, passi avanti e passi indietro. Tutte le cose che ci avvelenano la vita, insomma, quelle che ci impediscono di evolvere.”

Valérie Perrin, Cambiare l’acqua ai fiori

Un giglio nel campo

Un giglio nel campo

candido

fragile

scosso dai venti.

Così ti vedo

anima impalpabile

dolcezza e sensibilità.

Raccolgo le tue lacrime

nel silenzio della notte

giorno dopo giorno

il cuore palpita e cerca ragioni che non troverà.

Passeremo il Mar Rosso? Quando?

Daniela F.

FRAGILITA’

La nostra carne è fragile: qualsiasi pezzo di materia in movimento può trafiggerla, lacerarla schiacciarla, oppure inceppare per sempre uno dei suoi congegni interni.
La nostra anima è vulnerabile, soggetta a depresioni immotivate, penosamente in balia di ogni genere di cose, e di esseri altrettanto fragili o capricciosi.
La nostra persona sociale, da cui dipende quasi il sentimento dell’esistenza, è costantemente e interamente esposta al caso.
….

il centro stesso del nostro essere è legato alle sue tre parti con fibre tali da risentire delle ferite di ciascuna, anche se non gravi, fino a sanguinare. In particolare è come se ogni cosa che sminuisce o distrugge il nostro prestigio sociale, il nostro diritto alla considerazione altrui alterasse o sopprimesse la nostra stessa essenza: fino a questo punto abbiamo per sostanza l’illusione.

Quando tutto va più o meno bene, non si pensa a questa fragilità quasi infinita. Ma nulla costringe a non pensarvi. La si può guardare di continuo, e ringraziarne continuamente Dio.
….

Possiamo pensare a questa fragilità con amore e con riconoscenza in circostanze di grande o piccola sofferenza. Pensare ad essa in momenti pressochè indifferenti. Pensarvi in qualsiasi lieta occasione. Non dovremmo farlo, invece, se questo pensiero fosse di natura tale da turbare o sminuire la gioia. Ma non è così. La gioia acquisisce soltanto una dolcezza più penetrante e pungente, così come la fragilità dei fiori accresce la bellezza del ciliegio.

Simone Weil 

Pensieri sparsi

Sapevo che prima o poi sarebbe accaduto: un evento sconvolgente che avrebbe fatto venire tutti i nodi al pettine…in questi ultimi mesi, con il cuore gonfio di lacrime e la mente sopraffatta da parole, ho compreso che nei momenti di grande difficoltà, ciò che veramente importa è la presenza delle persone che amiamo, a cui vogliamo bene. Non ci sono vuoti da riempire, si può semplicemente stare accanto, in silenzio abitando la sofferenza che si sta vivendo, attraversando i deserti più aridi, pericolosi e bui dell’ anima. Non si è sempre disposti a farlo perché vivere così ti costringe a dover affrontare le tue paure più grandi, i tuoi limiti.Ti costringe a dover guardare dentro il tuo pozzo di acqua sporca, di parole mai dette, di rimorsi e rimpianti, di priorità celate, di una vita vissuta a metà.Ho imparato che avere la pretesa di affrontare tutto da soli è un’ impresa impossibile. Arriva un tempo in cui l’unica cosa da fare è consegnarsi senza remore alle mani sapienti di Dio che traccerà un sentiero tra le righe storte della vita.

Ho capito che bisogna godere e attingere a piene mani a quegli attimi impercettibili di felice vita pulsante. Bisogna cambiare lo sguardo, non procastinare, vivere ogni giorno scoprendo il mistero che si cela nel rintocco delle ore, nelle attività quotidiane, nelle persone che incrociamo.

Dopo…

Dopo ti chiamo.. Dopo lo faccio. Dopo lo dico. Dopo io cambio. Ci penso dopo… Lasciamo tutto per dopo come se il dopo fosse la cosa migliore, ma non capiamo che: dopo il caffè si raffredda… Dopo la priorità cambia… Dopo l’incanto si perde… Dopo il presto si trasforma in tardi… Dopo la malinconia passa… Dopo le cose cambiano… Dopo i figli crescono… Dopo la gente invecchia… Dopo le promesse si dimenticano… Dopo il giorno é notte.. Dopo la vita finisce…
(Anonimo)

La domanda della sete

La voce è il bosco del volto
tutte le mirabili cose
dell’universo sono nate
dalla voce. La voce
le ha chiamate una a una
senza pensarle le ha chiamate
fuori dalle tenebre e le cose
una a una si sono presentate
sorridendo, non sapendo
che sarebbero presto
rimaste gettate e sole.
La voce conduce, lega
e libera, grida verso l’alto
bisbiglia nella notte
e rispondono i sogni.
Sarà la voce a chiamarmi fuori
dalla tana del corpo,
con quale audacia
il mio personale frammento di voce
risponderà: “Eccomi, sto arrivando”?

L. C. Candiani

Buona Pasqua

“A volte le persone sono per me come case con la porta aperta. Io entro e giro per corridoi e stanze, ogni casa è arredata in modo un po’ diverso ma in fondo è uguale alle altre, di ognuna si dovrebbe fare una dimora consacrata a Te, mio Dio. Ti prometto, Ti prometto che cercherò sempre di trovarTi una casa e un ricovero. In fondo è una buffa immagine: io mi metto in cammino e cerco un tetto per Te. Ci sono così tante case vuote, a loro offro Te come commensale più importante.”

(Etty Hillesum Diario-17 settembre 1942)

Auguro a ciascuno di voi una serena Pasqua di resurrezione.

Con grande affetto,

Dada

Il mio canto per oggi…in attesa della Pasqua

La mia vita è un sol attimo, un’ora di passaggio.
La mia vita è solo un giorno che svanisce e fugge.
O mio Dio, tu sai che per amarti sulla terra
non ho che l’oggi !

Oh, t’amo, Gesù ! L’anima mia a te anela.
Resta per un sol giorno il dolce mio sostegno.
Vieni a regnare nel mio cuore, dammi il tuo sorriso,
solo per oggi.

Che m’importa, Signore, se oscuro è l’avvenire ?
Io pregarti per il domani, oh, no, non posso !
Puro conserva il cuor mio, con la tua ombra coprimi,
solo per oggi.

Se penso a domani, la mia incostanza temo,
e in cuore tristezza e affanno nascere mi sento.
Ma la prova e la sofferenza voglio, Dio mio,
solo per oggi.

Io presto devo vederti sulla riva eterna,
o Pilota Divino che mi porgi la mano.
Sui flutti in tempesta guida la mia nave in pace,
solo per oggi.

Lascia che nel tuo Volto, Signor, io mi nasconda.
Là non udrò più del mondo ogni rumore vano.
Dammi il tuo Amore, la tua grazia serbami,
solo per oggi.

Io tutto dimentico presso il tuo Divin Cuore,
e le paure della notte non temo affatto.
Ah, Gesù, un posto nel tuo Cuore a me concedi,
solo per oggi.

Pane vivo, pane del Ciel, divina Eucaristia,
o Sacro Mistero che l’Amore ci ha donato !
Vieni, Gesù, Ostia Bianca, ad abitarmi il cuore,
solo per oggi.

Degnati, Vite Santa e Sacra, che a te m’unisca
ed il mio fragile tralcio ti darà il suo frutto :
un grappolo dorato potrò, Signore, offrirti
già da quest’oggi.

Ho solo questo giorno fugace per formarti
il grappolo d’amore dove ogni chicco è un’anima.
Dammi, Gesù, il fuoco d’un Apostolo,
solo per oggi.

O Immacolata Vergine, sei la Dolce Stella
che mi dona Gesù e a Lui mi unisce sempre.
Che io riposi sotto il velo tuo, o Madre cara,
solo per oggi.

Sant’Angelo Custode, tu con l’ala coprimi ;
con la tua luce il cammino che seguo illumina.
Vieni a guidarmi i passi e aiutami, ti prego,
solo per oggi.

Senza veli o nubi vederti voglio, Signore,
ma ancora esule languisco da te lontana.
Non mi sia nascosto il tuo viso amabile,
solo per oggi.

A dire le tue lodi volerò io presto.
Quando il giorno senza fine per me scenderà,
allora sulla lira degli Angeli io canterò
l’Oggi Eterno !

Santa Teresa di Liseaux

La rosa di Gerico

Quando avevo circa tredici anni ed ero ignara di ciò che sarebbe accaduto pochi anni dopo, mio padre portò a casa un groviglio di rami secchi.Ricordo che mia madre, non comprendendo cosa avesse portato,non diede peso alla cosa.Io, invece,rimasi incuriosita da quella che sembrava qualcosa di secco e morto. Lì,in quel momento,ho ricevuto un insegnamento che è valso più di mille parole. Mio padre prese un contenitore,lo riempì con acqua e vi adagiò il groviglio smorto. D’un tratto, quello che sembrava qualcosa di inutile da buttar via, cominciò ad aprirsi, a prendere colore e ad allungarsi.Ai miei occhi era accaduto un miracolo.

Quella lezione si rese più chiara qualche anno dopo, con la malattia di mio padre e nell’ ultimo mese. In una situazione di grande difficoltà e sofferenza,ho regalato la rosa di Gerico a mio marito ( È quella in foto)per ricordare a lui, a me stessa e a ciascuno di noi che anche un ramo apparentemente secco, è vita che va custodita, difesa,tutelata con tanto amore. Anche nella notte più buia, in cui tutto sembra perduto la Luce filtra e pian piano sfolgora.