I miei perchè

In queste ultime settimane i miei perchè sono aumentati a dismisura. da oggi la Sicilia è zona rossa e credo che su questa decisione non ci sia nulla da obiettare. Purtroppo, qui, il senso di responsabilità e di rispetto verso gli altri è qualcosa su cui è necessario lavorare. Mi domando però perchè mantenere le scuole aperte. In questi giorni è vero che si è dato il via a una campagna di screening per cercare di capire i numeri reali all’interno della scuola ma è pur vero che l’adesione da parte degli alunni è stata quasi nulla, ragione per cui noi docenti ci troveremo già a partire da domani a dover fare i conti con alunni potenzialmente positivi e con genitori, purtroppo, privi del senso di responsabilità e reticenti nel dichiarare eventuali casi di positività.

Ancora una volta mi chiedo perchè, un punto di domanda che non ha risposta. Sono certa che questo mio intervento si aggiunge ad altre grida inascoltate di persone che, come me, si stanno trovando a fronteggiare una pandemia senza le armi necessarie e senza tutele da parte dei poteri forti.

Che senso ha una zona rossa in queste condizioni?

In punta di piedi

Mia madre faceva la maestra. La ricordo di sera, dopo cena, china sullo stesso tavolo dove poco prima c’erano i nostri piatti, a correggere i compiti dei suoi alunni. Non usava la penna rossa per evidenziare gli errori, li sottolineava invece con un pastello verde chiaro, come le prime timide foglie di primavera.Una di quelle sere che non avevo sonno e mi piaceva starle accanto a leggere Topolino, le chiesi perché quel colore invece del rosso che usavano tutte le altre maestre.Mi rispose senza alzare la testa da quei fogli :- È che nelle cose degli altri devi entrarci in punta di piedi, specialmente quando hai il compito di correggerne gli errori. Il rosso è un urlo, un’accusa alla quale non si può replicare. Dice “Tu hai sbagliato!” con il dito puntato contro.Il verde è gentile, come una piantina che cresce e per farlo ha bisogno di sostegno. Il verde non demolisce, sostiene.”È vero, è “in punta di piedi” che dovremmo correggere gli errori, i nostri compresi.

Web

Lettera di Natale 2020

Cari amici miei,

che strano questo Natale ormai alle porte!

L’anno scorso, di questi tempi, non mi sarei certo aspettata di trascorrere un anno come il 2020: una pandemia mondiale, zone rosse, lock down e tante persone, ahimè, volate via in totale solitudine. Nel mio cuore ci sono sentimenti contrastanti. Penso che tutto questo dolore l’avremmo potuto evitare se non avessimo giocato con i virus in laboratorio. Questo dolore viene dalle mani dell’ uomo e purtroppo adesso non possiamo più tornare indietro.

Ieri è stato l’ultimo giorno di scuola. Non è stato come gli altri anni e del resto come poteva esserlo con visiere, mascherine e camice?

I bambini hanno però sempre tanto da insegnare.Sono una luci meravigliose che ti indicano il cammino nei momenti di difficoltà e che ti invitano a mantenere la calma e a cercare di essere felici.

Per questo Natale che verrà, auguro a ciascuno di noi di non perdere la speranza e di non lasciarci scoraggiare perchè con fatica, sacrificio e resilienza sopravviveremo.

Buon Natale amici miei, vicini e lontani!

Vi abbraccio virtualmente con tanto affetto,

Dada

Domenica creativa

Oggi è una domenica uggiosa e fredda. Con Cristina abbiamo pensato di colorare e personalizzare delle borsette. Grazie ad una cara collega e amica, ho scoperto i libri di H. Tullet che aiuta i bambini ad entrare nel mondo dell’ arte in modo originale e divertente. Così dopo un’oretta, è venuta fuori la bag degli scarabocchi che con orgoglio di mamma, vi mostro.

Spero vi piaccia 🥰

La maestra invisibile

Le scuole chiudono e riaprono. In un solo mese di scuola si sono registrati diversi casi accertati e sospetti di Covid 19 che hanno messo in panico e gettato ulteriore ansia ad una situazione già precaria. Ogni giorno, quando mi reco a scuola, insieme alle borsa, ai libri, alle casse e a tutto il necessario per poter svolgere lezione serenamente, mi ritrovo ad indossare un camice, una visiera e una mascherina che insieme agli occhiali, come una sorta di congiura, contribuiscono ad appannare tutto al punto da non riuscire a vedere nulla.Neanche il bambini riescono a distinguere nulla. Potete solo immaginare la fatica fisica e lo stress psicologico ed emotivo che scandiscono le ore. Non posso abbracciare i bambini, posso solo cercare di confortarli con le parole e con dei gesti alla lontana ingabbiati da una situazione più grande di noi. Eppure, nonostante tutto, ci sono sempre loro che ti guardano e ti osservano con i loro occhioni.

In una delle giornate trascorse insieme, ecco che ancora una volta solo loro, i più piccoli a insegnarmi a guardare il mondo da un’altra angolazione. Io infatti mi riscopro, e non mi piace, stressata e anaffettiva, ma loro vedono in me una sorta di strano super eroe dal volto invisibile sul quale si divertono a costruire storie ed avventure.

Dai bambini c’è sempre da imparare e in questo mondo terrificante, alla fine loro fanno la differenza e ti aiutano ad andare avanti.

L’albero dorme

Un bambino molto piccolo non aveva mai visto un albero perdere le foglie.
“Oh” esclamò, quando vide il bell’albero spogliato “mi dispiace che tu sia diventato così! Eri tanto bello!”.
“Non ti rammaricare!” rispose l’albero “Ho perduto la mia veste verde, ma non per sempre. A primavera le foglie ritorneranno e torneranno anche i fiori e i frutti. E tutto sarà come prima”.
“E durante l’inverno che cosa farai?” chiese il bambino.
“Nulla farò” rispose l’albero. “Mi addormenterò di un sonno lungo lungo e così non sentirò il freddo. Ma a primavera mi risveglierò e sarà una bellissima cosa”.
“Verrò a svegliarti io!” disse il bambino. “Ti assicuro che non me ne dimenticherò”.
“Non importa” replicò l’albero allegramente “Non importa che tu venga. Ci penserà il sole, ci penseranno gli uccellini a svegliarmi”.
“Bene” disse il bambino “ma io verrò lo stesso e batterò le mie manine sul tronco”.
L’albero rise dell’insistenza dolce del bambino, poi ebbe un lungo brivido e si addormentò.


M. Menicucci

Il flauto di Pan con le cannucce!

 

7DACD10E-B3D8-401B-88F3-576D4EC53DA3

Tra qualche settimana, comincerà la scuola. Spero vivamente che questo avvenga in sicurezza. Intanto vi propongo un divertente lavoretto da poter realizzare con i bimbi. Si tratta del flauto di pan con le cannucce. I bambini si divertiranno un mondo!

Occorrente:

25 cannucce  a diametro largo per bibita

Nastro adesivo

forbici

Procedimento:

Ci serviranno circa  25 cannucce  e il nastro adesivo. Su un piano di lavoro tagliamo un pezzo di nastro adesivo e successivamente poniamoci sopra le cannucce, avendo cura di farle aderire per bene l’una all’altra. Ripassiamo il nastro anche al di sopra in modo tale da fissarle. Successivamente tagliamo le punte in forma diagonale.

 

Sabato

67857F

Questa mattina sono andata a scuola a ritirare il materiale  didattico di Cristina. È stato strano e triste allo stesso tempo. Con guanti e mascherina, sono entrata nella sua classe. Il libro, i disegni ordinati per nome. Intorno tutto è rimasto fermo a febbraio,così come le nostre vite. Mi ha colto un forte senso di smarrimento perché pur non avendo vissuto la quarantena come coercizione, ha rubato ai nostri bimbi momenti di vita, di crescita e di esperienze che non si sa ancora se potranno recuperare.

Cerco di essere positiva ma vivo con la paura che quello che abbiamo vissuto possa tornare di nuovo.