Due amanti felici

Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell’erba,
lascian camminando due ombre che s’unisco,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.

Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s’uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
È la felicità una torre trasparente.

L’aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.

Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l’eternità della natura.

                                                                         P. Neruda

 

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M.Kostabi, Symbols in Florence

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Un anno di grazia

La scuola, possiamo dirlo, è ormai giunta al termine. Nella mente si affollano tanti ricordi, momenti vissuti insieme agli alunni e ai colleghi. Questo è stato un anno di grazia per le persone che ho incontrato nel mio cammino e con le quali ho percorso una tappa della mia vita. Essere un insegnante non è facile. Molti pensano che basti mettere piede in una classe, spiegare la lezione e andare via al suono della campana.Non è così. E’un mettersi in gioco continuamente, un lasciarsi scuotere, un lasciarsi attraversare, è entrare nella vita di anime, a volte, ferite.

Auguro ai miei alunni la capacità di lasciarsi sorprendere dalla vita, di godere di ogni momento che ci viene concesso e spero che facciano il bene di se stessi e degli altri per cercare di costruire una società migliore.

Sembra retorica ma è il desiderio di  un insegnante che crede in loro e ci crederà sempre!

Arte!

Carissimi, condivido con voi alcune opere artistiche realizzate dagli alunni delle classi seconde del liceo artistico V. Ragusa-O.Kiyohara di Palermo.

Questi manufatti sono stati inseriti nel volume sul cibo e le religioni.

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Sicilia, terra mia

Tu, Sicilia, sei la mia terra.
Vissuta e abbandonata da chi, con la valigia in mano e una lacrima sul volto va via, lontano.
Pianta e sofferta da chi resta e da chi fugge speranzoso, ma con la morte nel cuore.
Cara ai tuoi figli, tu non li culli come premurosa madre: ma li tradisci …
bruciando i sogni di chi ti ama e vorrebbe realizzarsi nella sua Isola natia.
E isole, davvero, rendi le tue genti, forzandole a un futuro non sempre scelto.

Tu, Sicilia, sei la mia terra.
Rinnova il tuo antico splendore; ribellati a chi non ti vuole diversa, migliore.
Contorciti, non piegarti all’umiliante volontà di renderti acre e arido suolo.
Ricorda il sangue ingiustamente versato; le silenziose stragi della disonorata mafia.
Non dimenticare i giusti eroi a cui hai dato i natali e stravolgi gli ostili pareri di chi ignora le tue grazie.

Tu , Sicilia, sei la mia terra.
Di te porto nel cuore i paesaggi, le ciclopiche passioni e i sospirati sogni umani.
Mi è dolce compagna la speranza; la speranza tu possa inebriarci del sale delle tue acque,
dell’aria che soffia tra le nobili rovine, del fuoco che abita il tuo popolo.

Regalami l’incantevole miraggio ancora e ancora una volta:
che un giorno, non debba anch’io lasciarti per trovare riparo e fortuna altrove
come chi amo e con una valigia in mano e una lacrima sul volto, è andato via, via lontano.

R. Giordano

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Gelatina alla cannella

Oggi a Palermo ci sono almeno 30 gradi. Il caldo è veramente debilitante. Cosa c’è di meglio di una gelatina fresca, dissetante e speziata per dissetarsi?

Questo pomeriggio vi propongo la gelatina alla cannella. Spero vi piaccia!

 

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Ingredienti:

  • Acqua – 500 ml
  • cannella in stecche – 15 gr
  • zucchero bianco – 160 gr
  • amido di mais- 60 gr
  • Cioccolato fondente q.b
  • pistacchi q.b

Procedimento:

Per prima cosa è necessario mettere le stecche di cannella in infusione per circa 48 ore.

Trascorsi  i due giorni, niziate a preparare il gelo. Fate bollire le stecche di cannella per 15 minuti  in cui avete messo le stecche in infusione.  Filtrate il tutto.Passati 15 minuti, lasciate raffreddare. Aggiungete lo zucchero e l’amido. Vi consiglio di usare un colino per evitare che l’amido possa formare dei grumi e amalgamate per bene. Rimettete sul fuoco, mescolando fino a quando il composto non sarà sufficientemente denso. Spegnete e lasciate riposare per una decina di minuti. Versatelo in coppette. Riponete in frigo per almeno sei ore. Per attutire il sapore speziato della cannella, aggiungete  cioccolato fondente a scaglie e sopra una bella manciata di pistacchi.

Un libro, un itinerario, un cammino d’amore

Quest’anno scolastico è volato via in un soffio.  Al termine di questa avventura scolastica, ho il piacere di condividere con voi un volume che io e la mia collega di Religione Cattolica abbiamo realizzato insieme ai nostri alunni di seconda liceo artistico.

Si tratta di un volume sul cibo e le religioni contenente le ricerche degli studenti, il ricettario etnico e le opere d’arte realizzate dagli alunni(pittura, scultura, quilling, intaglio su legno) . I ragazzi si sono confrontati con culture e religioni differenti dalla propria in un percorso di conoscenza ed inclusione dell’altro che ha aperto nuovi orizzonti e un tentativo di lettura critica della realtà che ci circonda.

Sono orgogliosa dei nostri ragazzi e li ringrazio veramente di cuore per l’impegno che hanno mostrato in questo itinerario didattico.

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Un amore felice

Un amore felice. È normale?
è serio? è utile?
Che se ne fa il mondo di due esseri
che non vedono il mondo?

Innalzati l’uno verso l’altro senza alcun merito,
i primi qualunque tra un milione, ma convinti
che doveva andare così – in premio di che? Di nulla;

la luce giunge da nessun luogo –
perché proprio su questi, e non su altri?
Ciò offende la giustizia? Sì.
Ciò offende i principi accumulati con cura?
Butta giù la morale dal piedistallo? Sì, infrange e butta giù.

Guardate i due felici:
se almeno dissimulassero un po’,
si fingessero depressi, confortando così gli amici!
Sentite come ridono – è un insulto.
In che lingua parlano – comprensibile all’apparenza.
E tutte quelle loro cerimonie, smancerie,
quei bizzarri doveri reciproci che s’inventano –
sembra un complotto contro l’umanità!

È difficile immaginare dove si finirebbe
se il loro esempio fosse imitabile.
Su cosa potrebbero contare religioni, poesie,
di che ci si ricorderebbe, a che si rinuncerebbe,
chi vorrebbe restare più nel cerchio?

Un amore felice. Ma è necessario?
Il tatto e la ragione impongono di tacerne
come d’uno scandalo nelle alte sfere della Vita.
Magnifici pargoli nascono senza il suo aiuto.
Mai e poi mai riuscirebbe a popolare la terra,
capita, in fondo, di rado.

Chi non conosce l’amore felice
dica pure che in nessun luogo esiste l’amore felice.
Con tale fede gli sarà più lieve vivere e morire.

(Wisława Szymborska, trad. Pietro Marchesani, Adelphi, 2014)

Apri la finestra

C’era una volta un uomo che aveva sempre il cielo dell’anima coperto di nubi nere.

Era incapace di credere alla bontà. Soprattutto non credeva alla bontà e all’amore di Dio.

Un giorno mentre passeggiava sulle colline che attorniavano il suo villaggio, sempre tormentato dai suoi dubbi, incontrò un pastore. Il pastore era un brav’uomo dagli occhi limpidi. Si accorse che lo sconosciuto aveva un’aria particolarmente triste e gli chiese:

“Che cosa ti rende così triste, amico?”

“Mi sento immensamente solo” – rispose

“Anch’io sono solo, eppure non sono triste”.

“Forse perché Dio ti fa compagnia…”.

“Hai indovinato”.

“Io invece non ho la compagnia di Dio. Non riesco a credere che mi ama. Com’è possibile che ami gli uomini uno per uno? Com’è possibile che ami uno come me?”

“Vedi laggiù il nostro villaggio?” – gli disse il pastore – “Vedi ogni casa? Vedi le finestre di ogni casa?”.

“Vedo tutto questo”.

“Allora non devi disperare. Il sole è uno solo, ma ogni finestra della città, anche la più piccola e la più nascosta, ogni giorno viene baciata dal sole, nell’arco della giornata. Forse tu disperi perché tieni chiusa la tua finestra”.

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Un pesciolino in cerca dell’oceano

Un pesciolino cercava l’oceano e chiedeva informazioni a chiunque incontrasse.
“Scusate” diceva. “Sto cercando l’oceano, sapete dirmi dove posso trovarlo?”
Ma pareva che nessuno lo sapesse.
Finalmente un giorno incontrò un pesce più anziano e saggio che gli rispose:
“Certo che lo so dov’è l’oceano” .
“Dove, dove?”Chiese ansiosamente il pesciolino. “ Ma non vedi? L’oceano è qui,
intorno a te. Ci stai nuotando dentro.”
Ma la risposta non convinse il pesciolino:”Questo non è l’oceano. E’ solo acqua”
Disse fra sé, e nuotò in un’altra direzione alla ricerca di una diversa, più soddisfacente risposta.

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Crepes del sibarita

Questa sera vi propongo una ricetta svuota frigo.Riconosco che non è molto dietetica ma è tanto, tanto buona.

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Ingredienti:

sei crepes

2 tazze di fichi freschi sbucciati o marmellata di fichi

4 cucchiai di zucchero a velo

4 cucchiai di noci tritate

2 cucchiaini di cognac

un pizzico di noce moscata

6 cucchiai di crema chantilly

Procedimento:

Schiacciate i fichi con una forchetta, mescolateli con lo zucchero, le noci, il cognac e la noce moscata. Riempite le crepe con l’impasto e formate dei sacconcini quadrati. Disponete sul piatto da portata e scaldateli nel forno a microonde per un minuto.Sfornate e guarnite con crema chantilly.