Ode al giorno felice

Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.

(Pablo Neruda)

La pianta della pazienza

Un uomo duramente provato dalla vita, il quale aveva saputo mantenere sempre integra la sua serenità e il suo coraggio, sentendo avvicinarsi la fine chiamò intorno a sé i figlioli, le nuore, i nipoti e i pronipoti e disse loro:”Voglio svelarvi un segreto. Venite con me nel frutteto”.
Tutti lo seguirono con curiosità e tenerezza, poiché sapevano quanto il vecchio amasse le piante. Con le poche forze rimaste e rifiutando ogni aiuto, l’uomo cominciò a zappare in un punto preciso, al centro del verziere.
Apparve un piccolo scrigno.
Il vecchio lo aprì e disse: “Ecco la pianta più preziosa di tutte, quella che ha dato cibo alla mia vita e di cui tutti voi avete beneficiato”.
Ma lo scrigno era vuoto e la pianticella che l’uomo teneva religiosamente fra le dita era una sua fantasia.
Nonostante tutto nessuno sorrise.
“Prima di morire”, proseguì l’uomo, “voglio dare ad ognuno di voi uno dei suoi inestimabili semi”.
Le mani di tutti si aprirono e finsero di accogliere il dono.
“E’ una pianta che va coltivata con cura, altrimenti s’intristisce e chi la possiede ne è come intossicato e perde vigore.
Affinché le sue radici divengano profonde, bisogna sorriderle; solo col sorriso le sue foglie diventano larghe e fanno ombra a molti.
Infine, i suoi rami vanno tenuti sollevati da terra; solo con l’aiuto di molto cielo diventano agili e lievi a tal punto da non farsi nemmeno notare”.
Il vecchio tacque.
Passò molto tempo ma nessuno si mosse.
Il sole stava per tramontare, quando il figlio maggiore rispose per tutti loro:
“Grazie, padre, del tuo bellissimo dono; ma forse non abbiamo capito bene di che pianta si tratti”.
“Sì che lo avete capito.
Mentre mi ascoltavate e mi stavate intorno, ognuno di voi ha già dato vita al piccolo seme che vi ho consegnato.

E’ la Pianta della Pazienza”.IMG_1701

Pesto di zucchine, che passione!

Questa sera vi propongo una ricetta semplicissima e veramente light. Si tratta del pesto di zucchine, un condimento  fresco, estivo e buonissimo.

Ingredienti per circa 4 porzioni:

4 zucchine genovesi

1 cipolla bianca

sale

6 noci

grana padano

basilico

olio evo

Procedimento:

Pulite e  sbucciate le zucchine genovesi e la cipolla. Prendete la vaporiera e ponetevi le zucchine e la cipolla tagliate a rondelle. Lasciate cuocere per circa 15,20 minuti.

Non appena è trascorso il tempo, lasciate raffreddare. Dopo di che  prendete un contenitore dai bordi lunghi e ponetevi il basilico, l’olio, il grana padano grattugiato, le noci e le zucchine.  Aggiungete un pizzico di sale.Frullate il tutto.

Il vostro pesto è pronto!

Per i più golosi, potete aggiungere ricotta oppure i gamberetti.

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Notte di luna

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Era come se il cielo, con grande ardire,
avesse baciato la terra, silenziosamente;
e lei, nello spendore del nuovo fiorire,
di lui stesse sognando dolcemente.
L’aria tra i campi soffiava,
le spighe eran ritte sentinelle,
il bosco ombroso sussurrava,
la notte era chiara di stelle.
E la mia anima allargò
ampie le ali poderose,
sulla quiete dei campi volò,
come se tornasse a casa.

Joseph von Eichendorff

Al supermercato

Mondello, località balneare a 10km da Palermo, ore 12.30 circa.

Dopo una passeggiata a mare, decido di fare un salto al supermercato. Del resto serve sempre qualcosa a casa.  La giornata è ventosa ma i palermitani non desistono e la spiaggia, antistante al supermercato, è chiassosa e affollata.

Entro al supermercato e, dopo un rapido giro tra i reparti, mi fermo davanti al banco salumeria, prendo il numero e attendo pazientemente il mio turno. Mi guardo intorno distrattamente fino a quando noto tre persone, due più giovani e uno sulla quarantina ridacchiare e muoversi nervosamente. Cerco di capire e mi rendo miseramente conto che avevano preso di mira un signore extracomunitario che attendeva il turno al banco alimentare. Il malcapitato che non parlava neanche l’ italiano, non si era accorto di nulla. I tre simpatici burloni avevano deciso di riempire il cestino della sua spesa con altra roba messa ” a tradimento” . Osservo la scena. Insieme a me ci sono altre persone che si rendono conto della situazione ma non interviene nessuno. Mi arrabbio e decido  d’ intervenire. Stare zitti ed osservare in silenzio significa legittimare questa situazione.  Io non ci sto. Senza troppo pensarci, decido di dire a tutti cosa hanno fatto e, insieme a mio suocero, di avvisare il signore di cosa era accaduto mentre lui era intento a cercare di comprendere come farsi capire.

Mi sono vergognata profondamente e ho provato un senso di disagio. Non si è trattato di una ragazzata ma di un gioco stupido ed idiota che i tre scaltri di certo non si sarebbero mai sognati  di farlo ad un palermitano.

Il razzismo e l’intolleranza, frutto della stupidità e della noia, cominciano da questi atti considerati innocui. Vi ho raccontato questa mia esperienza per riflettere insieme e perché episodi di questo genere possano non ripetersi più.

Supermercato Esselunga di Via di Novoli

 

Pioggia estiva

La prossima volta che inizia a piovere… stenditi sulla pancia, affonda il tuo mento nell’erba, e guarda come cade la pioggia dal punto di vista della rana… La visione di centinaia di fili d’erba che si inchinano e si rialzano come tasti di un pianoforte mi colpisce come uno degli spettacoli più belli del mondo.
(Malcolm Margolin)erba262121

Estate

manifestazione-Ciuriciuri-300x225C’è un giardino chiaro, fra mura basse,
di erba secca e di luce, che cuoce adagio
la sua terra. È una luce che sa di mare.
Tu respiri quell’erba. Tocchi i capelli
e ne scuoti il ricordo.

C. Pavese

 

Sera d’estate

Nelle azzurre sere d’estate, me ne andrò per i sentieri,
graffiato dagli steli, sfiorando l’erba nuova:
trasognato, ne sentirò la frescura sotto i piedi,
e lascerò che il vento mi bagni la testa nuda.
Non parlerò, non penserò a niente:
Ma l’amore infinito mi salirà nell’anima,
E andrò lontano, molto lontano, come uno zingaro.
(Arthur Rimbaud)