Minni ri vergini

 

“ La decorazione era una fase particolarmente delicata e io percepivo tutta la solennità del momento. Le cassatelle dovevano assomigliare a seni veri, altrimenti correvamo il rischio di scontentare la santa che, suscettibile com’era, avrebbe potuto toglierci la sua protezione. La nonna si metteva gli occhiali, apriva le persiane per far entrare più luce, poggiava una ciliegina, si allontanava un poco dal tavolo e controllava che fosse centrata bene…”.

G. Torregrossa

Se vi dovesse capitare di venire in Sicilia, dovete assolutamente assaggiare questo dolce. Il nome è ammiccante e non lascia spazio ad immaginazione. Le minne, infatti, in dialetto, sono i seni. Quindi si tratta di seni di vergine ma a tutto c’è una spiegazione.

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Ad inventare questa leccornia è stata una suora. Suor Virginia Casale di Rocca Menna del collegio di Maria aveva avuto incarico dalla marchesa di Sambuca di inventare un dolce in occasione del matrimonio del figlio. Così pensò a questo meraviglioso dolce ripieno di ricotta. Il dolce viene associato a Sant’ Agata, patrona di Catania la cui ricorrenza è a Febbraio.

La storia narra che Agata era una bellissima giovinetta che aveva deciso di consacrare la propria vita a Dio. Purtroppo l’imperatore romano Quinziano la desiderava a tutti i costi al punto che, scoprendo la sua religione e il suo rifiuto, la fece arrestare e martirizzare facendole strappare i seni.. Fu comunque uccisa  il 5 febbraio del 251 d.C.

 

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Torta all’acqua al caffè

Quest’oggi vi propongo una torta light al caffè. E’ molto semplice da preparare, buona e molto leggera.

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Ingredienti:

  • 330gr di Caffè  moka
  • 300 gr di farina 00
  • 200 gr di zucchero
  • 90 gr di olio di semi
  • 1 bustina di lievito per dolci (16gr)
  • Zucchero a velo
  • Cannella

Procedimento

Per prima cosa preparate il caffè con la moka. In alternativa, potrete utilizzare tante cialde ma non è conveniente. Lo zucchero e il caffè che avrete fatto raffreddare. unite l’olio di semi e continuate a mescolare.

A questo punto prendete un’altra ciotola e setacciate farina e lievito, unendoli poi al resto degli ingredienti. Prendete una tortiera, imburratela. In alterativa potete ungerla con olio. Infornate per 50 minuti a 180 gradi (forno statico).

Spolverate con zucchero a velo e cannella.

 

 

Pasta con patate e zucchina lunga

La cucina palermitana non si lascia scoraggiare dal caldo. Oggi vi propongo un primo piatto molto semplice da realizzare. Si tratta  di pasta con patate, zucchina lunga e pomodoro.

Ingredienti:

300 grammi di spaghetti spezzettati
1 zucchina lunga
3 patate di media grandezza
Mezzo chilo di pomodoro fresco pelato
Una cipolla
Olio extravergine d’oliva q.b.
Caciocavallo tenero q.b.
Un ciuffetto di basilico

Procedimento:

Tagliate a pezzi la zucchina e pelatela. Nei miei ricordi di bambina, mia mamma  e mia nonna utilizzavano un coltello al contrario per poterla pelare. Facciamo dei cubetti. Pelate le patate e fatene dei cubetti.
Ponete sul fuoco una pentola e  fate un soffritto di cipolla tagliata finemente. Mi raccomando  poco olio. Aggiungete le patate, la zucchina ed il pomodoro pelato.

Versate l’acqua necessaria per cuocere gli ingredienti.  Sul quantitativo dell’acqua, regolatevi voi stessi, Tutto dipende se volete un condimento brodoso o più stretto.  A cottura quasi ultimata unite la pasta,lasciate cuocere. Trascorso il tempo necessario,

tagliate il cacio cavallo a dadini e ponetelo sul fondo del piatto. Impiattate e versate un filo d’olio a crudo.

Buon appetito!

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I pupi cù l’uova

La ricetta che vi propongo questa sera è una prelibatezza della mia infanzia. Mio padre, nel periodo pasquale, aveva l’abitudine di fare trovare a me e mia sorella i cosiddetti pupi cù l’uova, una pasta frolla lavorata con incastonate uova sode colorate. Quand’ero piccola non ne capivo il senso di questo dono. Preferivo il classico uovo di cioccolata ma, con il passare del tempo, mi sono resa conto di quanto questa tradizione sia veramente meravigliosa.

Eccovi la ricetta:

 

Ingredienti per 4 canestrini:
400 gr di farina;
2 uova e 1 tuorlo per la superficie;
4-6 uova sode;
3 cucchiai di zucchero;
60 gr di strutto;
2 cucchiai di olio d’oliva;
10 gr di lievito in polvere;
1 pizzico di sale;

 

Procedimento:

Preparate le uova sode, scolatele e lasciatele raffreddare.  Non le cuocete molto perchè continueranno a cuocere in forno.Poi su una spianatoia versare la farina a fontana e ponete al centro le due uova, lo strutto, lo zucchero, l’olio, un pizzico di sale e il lievito. Impastare con forza. Se vi accorgete che l’impasto è troppo duro da lavorare, potete aggiungere 2-3 cucchiai d’acqua fredda. Lavorate l’impasto una decina di minuti finché non sarà liscio e fate riposare in frigo 20 minuti.
Preparate il forno a 180°C. Dividere l’impasto in 4 parti; da ciascuna parte dovete ricavare due dischi di pasta da usare rispettivamente come base su cui porre l’uovo sodo e come copertura per lo stesso. Fate aderire bene le due parti. Con l’impasto in eccesso,  create le decorazioni del canestrino.
Ponete i canestrini sulla placca da forno rivestita con carta oleata, spennellarli col tuorlo d’uovo sbattuto e decorare con la diavolina colorata. Cuocere a 180°C per 20minuti circa.

Buon appetito!

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Frittella

Non  lasciatevi ingannare dal nome, non si tratta di una ricetta fritta ma di una pietanza a base di fave, piselli e carciofi. A pietanza ultimata, mia nonna aveva l’abitudine di aggiungere zucchero e aceto così da fare l’agrodolce.

Ingredienti:

  • 1 chilo di fave
  • 500 gr. di piselli
  • 6 carciofi
  • 1 cipolla
  • 1/2 bicchiere di aceto
  • 1/2 cucchiaio di zucchero
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • sale e pepe

Pulite i carciofi, togliete le punte e le foglie più dure ed eliminate il fieno all’interno. Prendete una zuppiera, riempitela di acqua e limone. Tagliate i carciofi a spicchi e poneteli all’interno della zuppiera. Sgusciate 1 kg di fave e 500 g di piselli freschi. In alternativa potete utilizzare i piselli surgelati, le fave invece devono essere fresche.

Prendete un tegame e ponetevi olio e una cipolla tagliata a fette sottili. Aggiungete al soffritto i carciofi scolati, i piselli, le fave e ricoprite con acqua. Aggiungete sale, pepe e lasciate cuocere a fiamma moderata e con il tegame coperto per circa 20 minuti.  Di tanto in tanto, mescolate. Se volete provare l’alternativa di mia nonna, aggiungete mezzo bicchiere di aceto e mezzo cucchiaio di zucchero che va sciolto e mescolato con la fiamma accesa.

Se invece, preferite non aggiungere lo zucchero e l’aceto, potete utilizzare la frittella come contorno oppure come condimento per la pasta!

Buon appetito!

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Carciofi allo sfincione

Questo pomeriggio vi propongo i carciofi allo sfincione, una delizia per gli occhi e il palato. Si tratta di una ricetta deliziosa che, almeno una volta nella vita, è necessario preparare.

Ingredienti:

 

  • Cipolle 2
  • Carciofi 4
  • 1 limone
  • 4 grosse patate
  • Polpa Di Pomodoro (pelati) 1 scatola o salsa di pomodoro
  • Olio Extravergine d’oliva q.b.
  • Sale E Pepe q.b.
  • Caciocavallo Fresco (oppure tuma) 100 g
  • Caciocavallo (stagionato grattugiato) 50 g
  • Pangrattato 20 g
  • origano
  • g. 50 di passolina e pinoli

Procedimento:

Per prima cosa pulite i carciofi. Eliminate le foglie esterne, il gambo e naturalmente la cosiddetta barba. Tagliateli a fette e poneteli in acqua con il succo di un limone. Nel frattempo tagliate la cipolla  finemente e mettetela in una ciotola. Sbucciate le patate e tagliatele a fettine rotonde. Prendete una teglia, disponete i carciofi, patate, cipolla, salsa di pomodoro che avrete in precedenza salato e pepato, caciocavallo, pangrattato, olio e origano. I ho l’abitudine di cuocere anche i gambi nascondendoli negli spazi tra le fettine di carciofi e quelle di patate.  Mettete in forno per 50 minuti a 180 gradi.

Buon appetito!

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Il trionfo di gola

C646CC06-5BB5-4BBA-B627-6EFCDA36234ATomasi di Lampedusa, nel suo celebre romanzo “ il Gattopardo” , ambientato tra il 1860 e i primi anni del Novecento, racconta luoghi meravigliosi  e sapori ormai perduti nel tempo. Ogni procedimento culinario è scandito  da gesti rutuali che si ripetono generazione dopo generazione, manicaretti preparati da mani sapienti che conoscono le materie prime e riescono a tirarne fuori il meglio. L’ autore, così scrive sul suo romanzo:

Al disotto dei candelabri, al disotto delle alzate a cinque ripiani […] si stendeva la monotona opulenza delle tables à thé dei grandi balli: […] immani babà sauri come il manto dei cavalli, “Monte Bianchi” nevosi di panna, “Beignets Dauphine” […], collinette di Profitteroles alla cioccolata […], “Parfaits sciampagna” […] e “Trionfi della Gola” col verde opaco dei loro pistacchi macinati, impudiche “Paste delle Vergini”.[…]”

In una tavola imbandita, ricca e opulente, spicca il dolce chiamato trionfo di gola: pane di Spagna, bianco mangiare alla cannella, crema di ricotta con canditi e cioccolato, morbida pasta di mandorle al pistacchio,pistacchi tritati e pasta frolla.

Il trionfo di gola, goduria per il palato e la vista, ha una storia molto singolare. Si dice che risalga al periodo barocco e che ad idearlo furono le monache di un convento. Questo dato non ci deve impressionare. Le suore vantavano una vera e propria tradizione culinaria di tutto rispetto con là preparazioni di prelibatezze ancora oggi presenti sulla nostra tavola. Pensate alla frutta di Martorana o alle minne di vergine.

Il trionfo di gola è un dolce molto elaborato. Ne esistono tante varianti . Io vi propongo questa.


Ingredienti
2 dischi di pandispagna
1 disco di pasta frolla
confettura di albicocche
pistacchi tritati
Per la crema di ricotta
500 g di ricotta di pecora
150 g di zucchero a velo
100 g di cioccolato fondente tritato fine
200 g di canditi vari ( arancia, cedro, zuccata, tritati a cubetti)
Per il biancomangiare
per 1/2 litro di latte (vegetale)
40 gr di amido di grano
200 g di zucchero(di canna)
una striscia di scorza di limone da togliere a fine cottura
una stecca di cannella
Per la pasta reale
250 g di farina di mandorle
250 g di zucchero
2 cucchiai  di acqua
colorante verde per alimenti ( o polvere di pistacchi)
Per la bagna
1 cucchiaio di acqua ,1 cucchiaio di zucchero,1 cucchiaio di cointreau
Per decorare
mandarino, pere, cedro canditi, glassa reale, confettini argentati

Procedimento:

Il giorno prima preparate  la pasta frolla che conserverete in frigo. È importante prepararla prima così non rallentate la preparazione complessa ed elaborata di questo dolce.

Per prima cosa, passate la ricotta al setaccio insieme allo zucchero almeno tre volte. La crema deve essere liscia. Unitevi i canditi e il cioccolato.

Ponete in frigo e nel frattempo preparate il bianco mangiare. La ricetta la trovate sul blog.

Preparate la  bagna facendo bollire  acqua, zucchero e cointreau .

Tagliate  il  pan di Spagna formando due dischi, uno dei quali dev’essere più piccolo. Cuocete in forno la pasta frolla di grandezza intermedia rispetto ai due dischi di pan di Spagna. Bagnate i dischi con la bagna e mettete il più grande in un piatto largo e ponetevi sopra abbondante confettura di albicocche.Nel frattempo cuocete in forno un disco di pasta frolla di grandezza intermedia rispetto ai due dischi di pan di spagna Quindi ricoprite con i pistacchi tritati. Ponetevi sopra la crema di ricotta. Una volta cotto e raffreddato sovrapponete il disco di frolla  sopra la crema di ricotta. Spalmate ancor confettura di albicocche  e pistacchi  e ricopritelo con il biancomangiare.  A questo punto potete sovrapporre lo strato di pandispagna più piccolo. Ricoprite con la pasta reale tirata a sfoglia sottile.  Potete decorare i bordi con i pistacchi tritati e la parte superiore con i canditi  e i confetti i argentati.

 

 

Torta all’acqua cioccolatosa

Dopo due settimane di ototonsillite acuta che ha costretto Cristina a rimanere a casa, finalmente ieri siamo riuscite a festeggiare il compleanno a scuola. Sinceramente tenevo molto che la piccola festeggiasse il suo compleanno insieme ai compagni perché una festa è sempre un modo divertente e straordinario di socializzare, stringere amicizie e collezionare ricordi che, difficilmente, si scorderanno.

Non ho voluto comprare la torta perché volevo che i bambini mangiassero qualcosa di genuino e per consentire anche ad una compagna di Cristina che ha delle gravi allergie alimentari, di poter mangiare la torta come tutti gli altri.

Ho preparato così una torta al cacao senza burro, latte e uova. I bambini sono rimasti soddisfatti, qualcuno ha fatto anche il bis.

Ingredienti:

400 grammi di farina per dolci

50 grammi di cacao amaro in polvere

300 grammi di zucchero

Mezzo litro di acqua

100ml di olio di semi

1 bustina di vanillina

1 bustina e mezzo di lievito

Procedimento:

Per prima cosa rivestite una tortiera di 24 cm circa di carta forno imbevuta precedentemente di olio di semi. In questo modo la carta forno aderirà più facilmente. Successivamente prendete una ciotola capiente e dai bordi larghi. Ponetevi la farina, il cacao, la vanillina e il lievito. Mescolate il tutto. In un’altra ciotola mettete l’acqua e lo zucchero. Fate sciogliere lo zucchero nell’ acqua e aggiungete in seguito l’olio. Piano piano, aiutandovi con un cucchiaio di legno, andate aggiungendo il composto liquido alle farine mescolando energicamente in modo che non si formino grumi.

Quando l’impasto è omogeneo e liscio, ponetelo all’ interno della tortiera ed informane a 180 gradi per 40 minuti, forno statico.

Controllate sempre la cottura con uno stecchino che deve essere pulito ed infine spolverate con lo zucchero a velo.

Per evitare che la torta s’ indurisca, vi consiglio di coprirla. Se non avete particolari allergie alimentari, potete arricchire la torta con delle scaglie di cioccolato fondente, marmellata di albicocche, crema chantilly.

Buon appetito!

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Gelatine d’autunno

Questo pomeriggio condivido con voi due ricette molto facili che  conquisteranno non solo voi ma anche i piccoli della famiglia. Le gelatine, infatti, possono essere un’alternativa sfiziosa per far mangiare un pò di frutta a chi non la ama. Nel blog, troverete anche la ricetta della gelatina all’arancia di cui la mia piccola va matta.

Non mi resta che augurarvi buona lettura.

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La Gelatina di Melagrana

Ingredienti

3 melograni
300 g zucchero
1 bustina colla di pesce
 1 limone

Preparazione

Per prima cosa, sbucciate i melograni facendo un’incisione laterale, facendo forza poi con le dita per aprire i frutto. In una ciotola capiente, ponete i chicchi avendo cura di eliminare la parte giallastra. Fate attenzione ad eliminarla perchè è abbastanza amara e rovinerebbe la vostra gelatina. Prendete a questo punto un passa pomodoro e passate i chicchi. A questo punto filtrate il succo e mettetelo in una casseruola  aggiungendo il succo di mezzo limone, lo zucchero. In un tazza mettete cinque fogli di colla di pesce in acqua fredda. Non appena i fogli si ammorbidiscono, ponete la casseruola con il succo sul fuoco e lasciate cuocere a fuoco lento aggiungendo pian piano e mescolando di continuo  la colla di pesce. Tutto deve essere perfettamente sciolto.  Non appena il succo comincia a sbuffare, spegnete il fornello e prendete  dei vasetti o delle coppette e versatevi il succo. Lasciate raffreddare e successivamente riponete le gelatine in frigo per almeno 3 ore.

Potete accompagnare la gelatina a biscotti, torte, formaggi molli.

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 La gelatina di cachi

1 litro di cachi frullati

6 fogli di colla di pesce

1 limone spremuto

I cachi, in Sicilia li chiamiamo loti, sono un frutto molto dolce. Per questa ragione la ricetta non prevede zucchero. La preparazione del succo è semplice. Sbucciate i cachi e passateli con il passapomodoro in modo tale che vi resta soltanto il succo. Filtrate il succo e mettetelo in una casseruola  aggiungendo il succo di limone. In un tazza mettete i fogli di colla di pesce in acqua fredda. Non appena i fogli si ammorbidiscono, ponete la casseruola con il succo sul fuoco e lasciate cuocere a fuoco lento aggiungendo pian piano e mescolando di continuo  la colla di pesce.  Quando il composto sta per bollire, spegnete il fornello. Pinete il succo nei vasetti e lasciate raffreddare. Lasciate in frigo per 4\5 ore.

Potete aggiungere per guarnire della panna montata e delle gocce di cioccolato.

 

 

 

 

 


			

Irish Apple pie

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In questi giorni uggiosi, quasi autunnali, il mio pensiero si è nostalgicamente perso tra i ricordi del soggiorno irlandese. In particolare, ho ripensato ad una sera in cui decidemmo di cenare in albergo. Le Cliff of Moher e la febbre di mia figlia ci avevano prosciugato le energie. Così decidemmo di prenotare la cena per le 20.00. Ci fecero accomodare in una sala con un camino del 1840, tovaglie bianche, posate ricercate. Appesi alla parete c’ erano dei bellissimi quadri che ritraevano la caccia alla volpe. Tutto era perfetto, perfino la finestra in stile vittoriano dalla quale potevamo scorgere piante di edera che s’intrecciavano sulla parete dell’edificio.
Quella sera ordinai una irish Apple pie, la più buona che avessi mai mangiato.
Questa sera vi propongo la ricetta.
Ingredienti
225gr. farina,un pizzico di sale, 100gr. burro, 30ml. acqua fredda, 900gr. mele sbucciate ed affettate, 1 cucchiaino di cannella, 3 cucchiai di zucchero di canna, 3 cucchiai di latte, crema pasticcera pronta per guarnire.
Procedimento:
Per prima cosa preriscaldate il forno a 200°C. In una ciotola capiente mettete
 la farina e il sale.  Successivamente unite il burro e lavorate  l’impasto. Dovra assomigliare al pangrattato.  Per compattare l’impasto e renderlo omogeneo aggiungete acqua fredda.
Prendete una tortiera, infarinate la e stendete circa  ¾ dell’impasto. A questo punto tagliate le mele a spicchi. Coprite l’impasto della tortiera formando una raggiera e mettetevi sopra zucchero e cannella. Stendete l’impasto rimasto i e copritevi le mele. Per sigillare
Coprite con le mele a spicchi formando una raggiera e cospargete infine con lo zucchero e la cannella.  Spennellate la superficie con il latte e  fate un foro nella parte superiore della torta. Infornate e lasciate cuocere per circa 30 minuti, la pasta  dovrà essere dorata.
Servite con crema pasticcera.