Il mio Cristo rotto: parte seconda

La stessa notte in cui comprai il mio Cristo chiesi all’antiquario: “Dov’è il braccio destro, non sarà possibile trovarlo?”. “Impossibile – rispose – Creda, abbiamo cercato dappertutto nel luogo in cui fu trovata l’immagine mutilata. Trovammo, in effetti, la gamba destra e gliela incollammo, ma, della mano destra, neppure l’ombra; solo il Signore saprà dove è andata a finire la mano destra del Cristo”.
L’antiquario, Signore, non lo sa, ma Tu, Tu sì che lo sai, figuriamoci se non sai dove sta la tua mano destra! Vero? Chi può localizzarla? La stai schiodando continuamente e ti sfugge sempre; non mi meraviglia che tu non l’abbia, ti si strappa e vaga dappertutto invisibile, ma efficace…
Amico, chi non sente, di tanto in tanto, il tocco soave della mano piagata del Cristo, questa mano irresistibile che, senza bussare alla porta, penetra ovunque: nell’ospedale, sul letto di morte, in ufficio, nelle officine, nelle fabbriche, al cinema, nei teatri; avanza, in punta di piedi, come una raffica luminosa e musicale, nel cabaret, nel letamaio, nel fango. È un allarme inquietante.
Ssst. ..chi è che va da quella parte? No, no, non è niente, non preoccuparti, è la mano destra del Cristo. Non si può dare un passo nella vita, senza inciampare nella mano destra di Dio. Però tu, Cristo, Cristo mio rotto, hai solo la mano sinistra!
Mi sta venendo in mente una sciocchezza: ….e se tu fossi solamente uomo! Potremmo dire, di te, che hai una buona mano sinistra, ma non nel senso che applichiamo agli uomini: “il tale ha una mano sinistra!”. Tu, Cristo mio, non hai neppure mano sinistra in questo senso, mano di maneggi tortuosi e subdoli. No! Nella vita bisogna maneggiare molto la sinistra, se no, si finisce male come te. Con una sola mano non si resta a galla a lungo, bisogna nuotare con tutte e due le mani e a te mancò la sinistra. Così è accaduto a te: ti hanno crocifisso e ora ti mutilano…
Chi possiede una buona mano sinistra non è mai crocifisso. Qui sta proprio tutto.
Sentivo che il mio Cristo sorrideva silenzioso:
“Come mi conoscete poco e male! Certo, ho anch’io la mano sinistra!”.
“Tu, Signore?”.
“Oh! Che sarebbe di voi uomini se non avessi la mano sinistra… Si, ce l’ho! Non per evitare che mi mettano in croce, ma per salvare voi uomini dall’inferno. Lo comprendi adesso?”.
“A metà, Signore!”.
Tutta l’avventura tragica e divina della nostra vita sta nel lasciarci prendere dalla mano di Dio, ma c’è in noi un elemento difficile e pericoloso: la libertà. Dio la rispetta misteriosamente, infinitamente. Per conquistarci, Egli si serve di due mani, la destra e la sinistra, che rappresentano due tecniche e due tattiche: la mano destra è chiara, luminosa, trasparente, si manifesta apertamente; quella sinistra cerca a tentoni, va per vie tortuose, fa calcoli diplomatici, non ha fretta, agisce a distanza; la voce, però, anche se sinistra, non è machiavellica né traditrice, perché la guida l’Amore!
Per ogni anima Dio ha due mani che impiega in maniera diversa, perché non tutti gli uomini sono uguali. Alcuni si lasciano prendere dalla destra; per altri, è necessario che Dio usi un po’ l’una e un po’ l’altra mano, ma se non ha esito la destra, Egli usa la sinistra.
Con la destra, come bianche colombe o docili pecorelle, Dio prese S. Giovanni Evangelista, un S. Giovanni della Croce, un Francesco Saverio, le due Terese…Ma per conquistare Pietro, Paolo, Agostino, Maddalena o Ignazio di Loyola, Egli dovette usare la sinistra. Davanti alla mano destra alcuni si rivoltano, si ribellano, si impuntano e allora è necessario che entri in gioco la sinistra.
La mano sinistra di Dio! Qui sta Cristo!
È questa quella che ti lasciarono? Sembra che non faccia nulla.
Spesso allontaniamo volgarmente, brutalmente da noi questa soave mano destra di Dio che cerca di essere freno: “Fermati!” Vuole sollevarci dal fango in cui siamo caduti…
“Oggi non ho voglia di volere… forse domani… lasciami!”.
Cerca di penetrare per vedere se può addolcire il nostro cuore…”Questo vale per i bambini e i vecchi, io sono un uomo, lasciami in pace!”.
E lui allora lascia cadere molte volte la mano destra che abbiamo reso praticamente inutile per noi. Altre volte, molte…che felicità però allora! Dio non si dà per vinto, lascia cadere la mano destra, ma schioda quella sinistra, lascia la destra in riserva, già si daranno altre opportunità per tornare ad usarla… Nessuno sa usare la mano sinistra meglio di Dio. Le sue trovate sono infinite! Ieri la mascherò in un modo primitivo, oggi la maschera in modo moderno.
È l’Essere più attuale!
Un incidente uccide mia moglie e il mio unico figlio! …sono rimasto solo nella vita…
Non ho mai avuto malattie, però dice il medico che ho qualcosa al cuore per cui niente fumo, niente alcool… e questo alla mia età!…
Ho una figlia di ventidue anni, stupenda creatura già laureata; ieri mi ha detto che vuole diventare carmelitana…
Ho venti anni, conteso da tutte le più belle ragazze del rione. Da due mesi, soffro di dolori strani ad una gamba e mi hanno ricoverato all’ospedale. Un caro amico mi ha detto che ho un cancro. Morire di cancro a vent’anni! No, è atroce!
Davanti alla mano sinistra di Dio, il primo istinto è di ribellione e di disperazione. Dimentichiamo l’incidente, il cancro, il dolore, la morte perché sappiamo che non sono loro la causa delle nostre sofferenze; sentiamo che il responsabile ultimo del nostro dolore non può essere altri che Dio e allora imprechiamo contro di Lui, lo condanniamo, gli togliamo la nostra fiducia.
“Padre… Padre… se fossi veramente tale non ci tratteresti così!”.
Ci ribelliamo…; poi giungono le prime lacrime nervose e, senza rendercene conto, la prima preghiera… Torniamo ancora ad imprecare… poi una grande stanchezza ci assale, le lacrime si fanno ora più serene e preghiamo ormai senza protestare.
Abbiamo voglia di baciare qualcosa,.. Che? Ah! si… ecco le nostre labbra si posano sul crocifisso…con un bacio gli diciamo: “Va bene, come vuoi!”.
Dura, terribile, violenta, implacabile, benedetta mano sinistra di Dio!
Si formano allora altre espressioni assurde:
“Ho venti anni e un cancro alle ossa, ma non sono mai stato felice come ora”.
“Mia figlia monaca? Che sarebbe di me senza di lei? Vuoi sapere la verità? Ha offerto la sua vita per la salvezza della mia anima. Ero troppo lontano da Dio!”…
Cristo mio rotto! Te lo dico a nome mio e di tutti i miei amici; meglio, te lo dico a nome di tutti perché ora abbiamo capito, guardandoti privo della destra e offrendoci la sinistra: Signore, se per salvarci non basta la tenerezza della tua destra, usa pure con noi la sinistra. Mascherala come vuoi: calunnie, cancro, incidente, malattie, dolori, morte… Cristo, che possiamo essere figli delle tue mani, della tua destra o della tua sinistra…
Al tuo capezzale, amico, hai certo un Cristo in croce, baciagli la mano sinistra e accada quel che accada!
Osa pure! Coraggio!

Si è perduta una croce

Un annunzio breve e non commerciale: “Signori, Attenzione! Si è perduta una croce e non riusciamo a trovarla. Qualcuno l’ha trovata per caso? E’ la croce del mio Cristo rotto”.
Lui, certo, sa dove si trova, ma non parla…è muto! L’antiquario che me l’ha venduto non sa darmi neppure un minimo indizio. Vorrei tanto ridargli la croce, perché sopportare la croce, senza croce, deve essere terribilmente crudele. Per questo, amici, vi chiedo aiuto. Si è perduta una croce. Qualcuno l’ha vista?
Volete saperne le misure? Circa 90 centimetri per 60, non è troppo grande, ma è una croce e nessuna croce è piccola. Oltretutto è una croce per Cristo e quindi non ha misura. Tali dati bastano, perché tutte le croci sono uguali. Scusate la mia insistenza, amici, qualcuno di voi ha trovato una croce? Sapete di qualche parente, amico o vicino che l’ha trovata? Si!? Già so quello che state rispondendo: “Scusi, ma cosa domanda lei, una croce? una croce sola? Ne abbiamo trovate tante e tutti!”.
È vero, avete completamente ragione, per questo cambio ora la domanda: “Chi di voi, amici, chi di noi non ha trovato una croce, o meglio, ancora non ha la sua croce?”. È un diritto di proprietà a cui non si può rinunciare. Contro questa personalissima proprietà privata non può nulla neppure il comunismo. Ogni comunista ha la sua croce inalienabile; è impossibile socializzarla, e tutti, anche se non si vede, anche se sorridiamo, portiamo addosso la nostra croce. Quanto più occulta tanto più pesante.
Anch’io ho la mia croce e voi la vostra, tutti…; tutti stiamo lavorando con la nostra croce.
Scena fantastica di eterna Passione: questa notte, quando andremo a letto, non potremo lasciarla appesa alla gruccia e, domani, ci sveglieremo già con lei addosso. All’entrata dell’ufficio lasceremo la nostra macchina posteggiata…magari potessimo posteggiare almeno per qualche ora al giorno la nostra croce, ma, per le croci, non ci sono problemi di posteggio. Non occupano posto, anche se occupano e assorbono una vita intera! Chi ha trovato una croce? Tutti, sani e malati, buoni e cattivi; santi e criminali, tutti, non si fanno distinzione di parti…
La povera prostituta che, truccata e annoiata davanti al bar, aspetta l’ora strategica, porta la sua favolosa croce, pesa tanto che si appoggia al muro dell’angolo della strada. Una croce più pesante di quanto non si possa immaginare. Chi si avvicina a Lei, cercando il piacere, lo fa per sfuggire ad un’altra croce. Promettendosi il piacere, mercanteggiano entrambi con le loro croci addosso; vanno insieme, con fretta tutti e due con le loro croci addosso; quando poi hanno già bevuto alla coppa del piacere, cercando di appagare la loro sete di felicità, sentono, con disgusto, che è aumentata la croce a tutti e due e allora si sentono defraudati, provano delusione, avvilimento… No… non valeva la pena, per ritornare ad avere, domani, lo stesso desiderio e poi la stessa nausea, sempre con la stessa croce.
Una notte, a New York, ebbi un incubo terribile: Sognai una città fantastica i cui grattacieli si allargavano, in alto, in forma di croce, una città allucinante come un film di Bergman… le cui porte e le cui finestre illuminate, di notte, si dividevano in forma di croci e mi mostravano, attraverso i vuoti, un uomo disteso su di una croce. Che incubo atroce quella notte! Attraversavo, da solo, quelle strade tragicamente deserte, sotto lo sguardo lacerante di infiniti uomini crocifissi alle finestre dei grattacieli e io, unico cittadino, trascinavo la mia croce che risuonava sull’asfalto di quella interminabile strada solitaria…
Ogni città è un bosco, una selva.
Amico, sai perché, alla fine, la nostra croce è insopportabile? Perché arriva a convertirsi, a volte, fino all’esasperazione e al suicidio? Perché è una croce sola, una croce senza Cristo.
La croce si può portare, solo se porta in braccio Cristo.
Una croce laica, senza sangue né amor di Dio, è insopportabile, non ha senso, te lo concedo.
Per questo, amico, ho un’idea. lo ho un Cristo senza croce, e tu forse hai una croce senza Cristo, questa che hai ora. Entrambi siete incompleti. Il mio Cristo non riposa perché gli manca la sua croce, tu non puoi sopportare più la tua croce perché ti manca Cristo.
Un Cristo senza croce, una croce senza Cristo, perché non ci uniamo e ci completiamo? Perché non regali questa notte la tua croce a Cristo? Guadagneremo entrambi. Tu hai una croce sola, nera, vuota, gelida, senza sangue, una croce senza Cristo; non ce la fai più, anzi non so come tu ce l’abbia fatta a sopportarla fino a questo momento; soffrire cosi è irrazionale, ti comprendo. Hai in mano il rimedio, vieni, avvicinati, dammi questa tua croce; avvicinala ancora di più, io ti do il mio Cristo senza croce e senza riposo; prendilo, te lo avvicino, lo stai vedendo, è tuo, dagli la tua croce, prendi il mio Cristo; abbraccialo, bacialo, tienilo stretto a te e tutto sarà diverso.
Il mio Cristo rotto riposerà sulla tua croce, la tua croce si farà più leggera col mio Cristo in essa.
Ho iniziato dando un avviso: “Si è perduta una croce!” Lo ritiro, non serve più… Si è trovata una croce, la nostra, che risulta essere la stessa di Cristo.

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