Per non dimenticare

Oggi ricorre la morte di Paolo Borsellino, giudice anti mafia che ha combattuto fino alla fine contro un sistema colluso e terribile.

Ricordo nitidamente quando è morto. Era una giornata piuttosto calda ed ero a mare con i miei genitori. La notizia si era diffusa rapidamente , la gente era incredula e attonita. Io, più essendo piccola, ero abbastanza grande per capire che tutto quello che era accaduto era ignobile. Ricordo che rimasi  sconcertata di fronte alla morte degli agenti della scorta, colpevoli di aver servito lo Stato e di aver protetto il giudice. Vite spezzate, ferite che si riaprono di anno in anno, commemorazioni, ma quanti atteggiamenti  ancora da cambiare…  Purtroppo, non è un mistero, ci sono comportamenti mafiosi che andrebbero sradicati con forza.

In questo caldo giorno di luglio, voglio ricordare Paolo attraverso la lettera che la vedova Agnese ha scritto al marito, un uomo comune che non è sceso a compromessi.

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“Caro Paolo, da venti lunghi anni hai lasciato questa terra per raggiungere il Regno dei cieli, un periodo in cui ho versato lacrime amare; mentre la bocca sorrideva, il cuore piangeva, senza capire, stupita, smarrita, cercando di sapere. Mi conforta oggi possedere tre preziosi gioielli: Lucia, Manfredi, Fiammetta; simboli di saggezza, purezza, amore, posseggono quell’amore che tu hai saputo spargere attorno a te, caro Paolo, diventando immortale. Hai lasciato una bella eredità, oggi raccolta dai ragazzi di tutta Italia; ho idealmente adottato tanti altri figli, uniti nel tuo ricordo dal nord al sud – non siamo soli. Desidero ricordare: sei stato un padre ed un marito meraviglioso, sei stato un fedele, sì un fedelissimo servitore dello Stato, un modello esemplare di cittadino italiano, resti per noi un grande uomo perché dinnanzi alla morte annunciata hai donato senza proteggerti ed essere protetto il bene più grande, “la vita”, sicuro di redimere con la tua morte chi aveva perduto la dignità di uomo e di scuotere le coscienze. Quanta gente hai convertito!!! Non dimentico: hai chiesto la comunione presso il palazzo di giustizia la vigilia del viaggio verso l’eternità, viaggio intrapreso con celestiale serenità, portando con te gli occhi intrisi di limpidezza, uno sguardo col sorriso da fanciullo che noi non dimenticheremo mai. In questo ventesimo anniversario ti prego di proteggere ed aiutare tutti i giovani sui quali hai sempre riversato tutte le tue speranze e meritevoli di trovare una degna collocazione nel mondo del lavoro. Dicevi: ‘Siete il nostro futuro, dovete utilizzare i talenti che possedete, non arrendetevi di fronte alle difficoltà’. Sento ancora la tua voce con queste espressioni che trasmettono coraggio, gioia di vivere, ottimismo. Hai posseduto la volontà di dare sempre il meglio di te stesso. Con questi ricordi tutti ti diciamo ‘grazie Paolo'”.

 

 

 

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