La scatola delle lettere

Carissimi amici vicini e lontani,

condivido con voi una bellissima lettera di Daniele Carraro, un blogger che mi ha spinto a rischio flettere sulla bellezza delle lettere. In effetti fin da piccola ho sempre scritto lettere: ai miei genitori,a mia sorella(una volta le scrissi una lettera mettendola dentro una bottiglia). Con alcune amiche avevamo l’abitudine di scrivere delle pagine di diario a quattro mani, una settimana scrivevo io, l’altra la mia amica.

Durante l’adolscenza poi, con un’altra amica avevamo l’abitudine di realizzare una scatola delle lettere dove mettevamo le nostre riflessioni ma anche alcuni oggetti cari come matite di legno, segnalibro, conchiglie e tanto altro. Dopo tre mesi circa, in occasione del Natale o della Pasqua, ci scambiavamo questi doni.

Ecco perché le lettere per me hanno sempre il loro fascino.

image

La lettera di Lucia

“Bambini è arrivata una lettera!”
“Da chi?”, domanda il più piccolo.
“Bè, se qualcuno scrive una lettera è sicuramente una persona importante.”
“Perché non ti ha inviato un messaggio sul telefonino?”

Li ho guardati, e ho sorriso con fare sibillino, come fossi il custode di un segreto antico.
Ricevere una lettera non è cosa da poco, è un evento ormai raro che un po’ mi lusinga. Spedire una lettera è un gesto raffinato, perché, chi scrive si scomoda, compra carta, francobollo e busta e poi si reca ad imbucarla.
Chi scrive fa attenzione, prima d’imbrattare il foglio di errori e d’inchiostro.
Chi scrive si siede, riordina i pensieri e dedica il suo tempo.
Chi scrive è paziente, attende nei giorni la consegna e aspetta una possibile risposta.
Pur laboriosa, poi una lettera rimane, col suo peso reale, fra i ricordi in un cassetto, a volte riappare, scivolando dalle pagine di un vecchio libro.
Una lettera si gusta, tastando la carta fra le dita, strappando la busta con sorpresa, come un piccolo regalo inaspettato.
Una lettera parla, con parole d’inchiostro palpabili, scritte da una mano lontana che ora stringi nella tua. E si muovono sentimenti, e si avvicina chi è distante.
Ogni lettera trasporta una piacevole nostalgia, evocando un volto, una voce e lineamenti, sprigionando emozioni, fissando pensieri che ritornano nella mente. E alla fine, rimane ogni volta incompiuta, fra significati nascosti e intuiti, mentre accenna al non detto.
Quando scrivo una lettera, mi sembro persino migliore: separo bene i sentimenti, rovisto nella mente e tiro fuori solo il buono di me, lasciando il resto sul fondo. Lo sanno bene i miei figli che leggendo direbbero così: “Papà tu non sei come scrivi”. È vero, ma una lettera, qualche volta, può fare magie.

Cara Lucia, rileggo queste righe e un po’ m’imbarazzano. Alcune mi appaiono presuntuose, altre banali, ma in fondo le sento speciali, perché dedicate a lei, che con la sua lettera mi ha dato occasione di scriverle questa lettera.
Con riconoscente affetto.
Daniele Carrraro

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...