Disperato

 

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Un’altra vittima della disoccupazione a Villabate, un paese poco distante da Palermo. Un uomo decide di uccidersi, lasciandosi bruciare dentro la sua auto perché aveva perso il lavoro. Aveva 55 anni. In una situazione del genere, non ci sono parole da aggiungere, se non il fatto che ci sono troppe vite in bilico a causa della disoccupazione. Quando non si riesce ad assicurare un piatto di pasta in casa e ti rendi conto di non riuscire a prenderti cura delle persone che ami, a quel punto cosa fai?

Diceva Bonora ed io condivido che mangiare e bere sono non solo atti animali, biologici, ma atti umani. In essi l’uomo “vive”, si realizza, nella sua relazione con le cose, con gli altri, con Dio. Mangiare e bere diventano allora la cifra simbolica della condizione umana. 

Resta la tristezza di una figlia che ha sentito poco prima il papà al telefono e la rabbia di non riuscire a cambiare la realtà nella quale  siamo piombati. Trascorreranno i giorni e poi questa storia sarà archiviata come una fra le tante…

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3 pensieri su “Disperato

  1. Purtroppo accade, e sarà sempre troppo spesso… noi non capiamo il dolore di quel padre, e quel padre forse non vede lucidamente le ultime possibilità che gli sono rimaste… in fondo non è mai una soluzione morire…

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