I fasti di un’epoca perduta: villa Niscemi

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La papera dispettosa che ha pensato bene d’inseguirmi per un bel pezzo…

Il ponte di Carnevale mi ha permesso di girare per le antiche residenze nobiliari di Palermo.  Inserite perfettamente nell’architettura urbana, capita non di rado di passarvi intorno, ma di non farci neanche caso, come capita spesso per villa Niscemi.

La villa è stata la residenza della famiglia Valguarnera di Niscemi per oltre tre secoli.

Percorrendo il viale principale che conduce alla villa, sembra che il tempo si sia fermato: un bellissimo giardino all’inglese con un laghetto popolato da bellissime e dispettose oche catturano lo sguardo e fanno immaginare i fasti di un’epoca ormai perduta.

 

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Una simpatica gallina a passeggio

La fama della villa è legata al nobile disegnatore di gioielli  Fulco di Verdura, figlio di Carolina di Valguarnera, che trascorse lì la sua infanzia e che non dimenticò mai gli anni vissuti in compagnia della madre e della nonna.

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Il bellissimo laghetto.

 Nel XVIII secolo, la nobiltà siciliana era solita costruire delle residenze estive per potersi rilassare immersi nel verde. I Valguarnera, essendo una delle famiglie più in vista ed importanti dell’epoca,  non erano stati da meno.

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Galline, oche e papere

Rilevarono  la villa che in precedenza era un vecchio baglio agricolo.  E’ possibile osservare tracce della struttura agricola nella  facciata principale della  villa. Nell’Ottocento, la piana dei colli, dove si trova tutt’oggi la residenza, era un sito ricco di selvaggina e particolarmente adatto alla caccia.  Il parco di villa Niscemi confinava con la Real Tenuta della Favorita,  uno dei luoghi più amati dai  Borboni durante l’esilio. La posizione era dunque ottimale.

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„Il confine tra villa Niscemi e il parco della Favorita.

 Esponenti delle casate nobiliari di mezza Europa soggiornarono a Villa Niscemi: Ferdinando IV e Maria Carolina d’Austria, solo per citarne alcuni.2012-11-03_Villa_Niscemi_Palermo_2560x1920.jpg

L’interno era impreziosito da quadri, affreschi, suppellettili di rara bellezza. Il piano nobile è riccamente impreziosito da un camino in pietra, progettato da Giovan Battista Palazzotto e risalente alla seconda metà dell’Ottocento.

I fasti della villa presto però lasciarono spazio ad un lento declino che spinse le eredi  dei Valguarnera a cedere la tenuta al comune di Palermo. Era il 1987.

 

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3 pensieri su “I fasti di un’epoca perduta: villa Niscemi

  1. Molto suggestivo!
    È una esperienza affascinante visitare antichi palazzi , dimore di un’altra epoca….ci si immerge nel passato e sembra a volte di poter vedere gli abitanti sbucare da dietro una porta…

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