Un regalo

 

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“Abbozzando un sorriso, con voce naturale, chiese in giro se c’era qualcuno disposto a regalargli un pezzetto di cioccolata o una chicca qualsiasi di quelle ‘che tiran su il cuore.’ I vicini più prossimi ebbero un movimento di indignazione e di scandalo: “Aveva ragione lei,” disse al suo compagno, in yiddish, uno che giocava a carte: ‘”la comicità di questo tipo è insopportabile”.

“Ma non per me”, protestò Erni con le lagrime agli occhi: “Ve lo giuro, è per fare un regalo”.

E giù tutti a ridere. Si strizzarono l’occhio: la nuova stranezza di Bertoldo ( soprannome di Erni nel campo di concentramento) presto fu nota in tutto il dormitorio. Ma un uomo dalle tempie grigie, sdraiato su una cuccetta lì presso, affondò la mano in una segreta scucitura del pagliericcio e ne tirò fuori un astuccio da occhiali che conteneva due zollette di zucchero e un paio di cioccolatini inaciditi. Rovesciò il contenuto su una mano, ci pensò su un po’, rimise lentamente un cioccolatino nell’astuccio. Poi si sporse verso Erni, che era rimasto ai piedi della cuccetta, torvo, fremente, curvo sotto la gragnuola di insolenze, e gli tese con un sorriso quel piccolo tesoro.

“Fratello”, mormorò – e aveva nella voce un’impercettibile nota di rimpianto – “fratello, non gli dar retta, sei tu che hai ragione. È importante fare un regalo…”

Esitò, sorrise di più:

“… quando non si ha nulla”».

(tratto dal libro L’ultimo dei giusti di André Schwarz-Bart)

 Un giorno non basta per fare memoria, è opportuno educare le nuove generazioni al rispetto degli altri, insegnando il valore della prossimità.

 La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Legge n. 211, 20 luglio 2000, art. 1

 

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