Per riflettere un poco

Nel nostro tempo la scuola non è più un’istituzione disciplinare, ma un’istituzione di resistenza all’indisciplina dell’iperedonismo acefalo che governa la nostra società. […] La solitudine della scuola e degli insegnanti è legata al loro agire in controtendenza rispetto alla direzione incestuosa del comandamento sociale oggi dominante che vorrebbe garantire la perenne connessione del soggetto a una serie infinita di oggetti inumani: alcol, droga, psicofarmaci, l’immagine del proprio corpo, oggetti estetici e tecnologici più vari. Affinché possa esistere desiderio di sapere, ma anche formazione, educazione, umanizzazione della vita, è necessario lo svuotamento traumatico e preliminare di questa presenza adesiva dell’oggetto.

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