Colazione con le amiche

01-00074537000064 - 25 APRILE 1945 LA LIBERAZIONE - SECONDA GUERRA MONDIALE - CANTO FESTOSO DI UN GRUPPO DI PARTIGIANE FIORENTINE DOPO LA LIBERZIONE DELLA CITTA' .

 Questo pomeriggio vorrei condividere con voi un breve abstract tratto dal romanzo di Gianluca Meis Quando arrivano i tedeschi. Si tratta di storie che molti giovanissimi non ascolteranno più perché nessuno potrà raccontare la vita della gente comune,schiacciata in  una guerra, la seconda, a dir  poco devastante che ha costretto le donne a prendere il posto dei mariti nel lavoro e nella vita di tutti i giorni, dei vecchi che hanno visto le nuove generazioni dell’epoca sporcarsi le mani di sangue, non potendo fare nulla ed infine dei bambini, vittime innocenti di una distruzione senza pari.

Buona lettura e buona riflessione!

Questo è successo stamattina poco dopo colazione. La prima a chiamare è stata Carla. La sua risata è contagiosa anche al telefono, così da subito non avevo capito bene cosa mi stava dicendo. Ha riattaccato e io ho finito il caffè senza pensarci troppo. Quando ha chiamato anche Irma ho capito che la giornata mi avrebbe riservato qualche piacevole sorpresa. Ritrovarsi ogni tanto fa bene; farlo a tavola poi un vero divertimento. Non abbiamo bisogno di vederci tutti i giorni per ricordarci quanto forte sia la nostra amicizia, quanto siano profonde le cose che ci legano. In passato siamo state anche degli anni senza vederci. Eppure, dopo i primi baci sulle guance e i convenevoli, ognuna di noi sa esattamente riprendere i fili dei nostri rapporti, proprio da dove si erano interrotti l’ultima volta. I nostri uomini, i nostri amori, quei fili di perle a ricordarceli con frivolezza. Quanto è costata quella messa in piega! Irma credo di non averla mai vista con un capello fuori posto. Carla non si trattiene dall’entrare in qualche polemica su Roma, qualche fatto di cronaca che le colora il viso per la foga. Invidio quel suo modo di fare così colorato ma allo stesso tempo capace di profonda saggezza e ironia.

Dopo il primo e un bicchiere di vino tocca alla fatica coi figli: al lavoro che non si trova, alla paura che decidano di andarsene chissà dove all’estero. Teresa gioca con la forchetta e si sforza di sorridere, ma lo sappiamo tutte che è quella più preoccupata per come vanno le cose al figlio. Proviamo a sdrammatizzare, a farci forza cedendo al riso per qualche battuta in romanesco di Carla. Negli anni abbiamo imparato a rallentare sul secondo piatto, quasi temendo col procedere del pranzo l’inesorabile arrivo dei ricordi. Quelli più lontani, sospesi tra l’amarezza di un rimpianto o la dolcezza con cui oggi giudichiamo qualche errore. “Che fai stasera Lucia?”, mi interroga Irma dosando un po’ di zucchero nel caffè per preparare i saluti. “Vengono i miei nipotini. Ho comprato qualche nuovo libro e passerò del tempo con loro”…

Infine altri baci, che schioccano sonori proprio vicini all’orecchio. Gli abbracci e la promessa di non far passare troppo tempo per la prossima volta.

Gianluca Meis

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