Il festino della Santuzza

image

Il 15 luglio per i Palermitani e’ un giorno da bollino rosso non soltanto per le altissime temperature che non si sono fatte certamente attendere, ma perché si festeggia la Santuzza, Santa Rosalia che ha liberato dalla peste la città di Palermo nel 1624.
Ogni palermitano che si rispetti non può di certo esimersi dal partecipare al festino, un vero e proprio trionfo di colori, sapori e tradizioni. Come in ogni festeggiamento che si rispetti, accanto alle celebrazioni religiose, non possono mancare le tradizioni culinarie:la Pasta con le sarde (la pasta chî sardi), i babbaluci (lumache bollite con aglio e prezzemolo), lo sfincione (‘u sfinciuni), il polpo bollito ( ‘u purpu), calia e simenza ( ‘u scacciu), la pannocchia bollita (pullanca) e l’Anguria (detto ‘u muluni).
Ma chi era la Santuzza?
Secondo la tradizione, Rosalia Sinibaldi (1130-1170) apparteneva ad una nobile famiglia. Il padre di Rosalia era il conte Sinibaldo de’ Sinibaldi che aveva sposato la nobildonna Maria Guiscardi. Secondo le poche fonti pervenute, Ruggero D’Altavilla aveva concesso alla famiglia Sinibaldi un grande possedimento alla Quisquina e il monte delle Rose vicino Agrigento.
Secondo Padre Costantino Caetani, Rosalia sarebbe stata damigella d’onore della regina Margherita, moglie di Guglielmo I il Malo (1120/1166). Si racconta che intorno ai 14 anni, il padre di Rosalia, dovendo obbedire al sovrano, doveva dare in sposa la giovinetta al conte Baldovino.
Rosalia rifiuta la proposta di matrimonio, abbandonando la casa paterna e divenendo monaca basiliana.
Abbandona la casa paterna, accede all’ordine delle monache basiliane, sceglie la vita eremitica e vive, per circa 12 anni, vive in una grotta nel bosco della Quisquina.

Successivamente si rifugia presso una grotta che conteneva, al suo interno, un antico altare pagano dedicato in seguito alla Madonna, sul Montepellegrino dove vi rimane per circa otto anni,fino alla morte.
Nel 1624, Palermo era devastata dalla peste che aveva messo in ginocchio gli abitanti. Si racconta che Rosalia apparve in sogno ad un cacciatore, dicendogli dove si trovavano i suoi resti che, portati in processione, avrebbero fermato l’ epidemia. Le parole della Santuzza si realizzarono e Palermo venne liberata dalla peste.

Annunci

3 pensieri su “Il festino della Santuzza

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...