Il gatto con gli stivali: una storia, un viaggio

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Benvenuti a teatro dove tutto è finto ma niente è falso.

Gigi Proietti

Il teatro è il palcoscenico della vita, un luogo in cui vengono messe in scena storie, ferite e perplessità. L’attore elabora, interpreta e comunica con maestrìa, in un linguaggio comprensibile e condiviso, un’esperienza di vita.Il teatro è un affare serio che spinge a riflettere, a confrontarsi con la realtà circostante e a fare i conti con il proprio vissuto.

Domenica pomeriggio, nel teatro della chiesa valdese di Palermo, è andato in scena “Il gatto con gli stivali” della regista ed attrice Alessia Spatoliatore, in collaborazione con gli attori\ studenti dell’ accademia Cinema del sud. Dal titolo ci si poteva aspettare una rivisitazione della fiaba popolare del Straparola, probabilmente il primo che decise di metterla per iscritto.  In realtà, pur mantenendo alcuni elementi della fiaba originaria, sono stati apportati alcuni cambiamenti, per fare in modo che gli spettatori potessero, tra il serio e il faceto, essere spinti ad una riflessione attenta, puntuale ed amara sul ruolo della donna e sulle difficoltà del mondo femminile. Molto interessanti le tre figure  che si sono alternate sulla scena: Aurora, interpretata dalla giovane e promettente attrice Aurora Incardone, sensibile e bella, che rivendica la sua dignità di donna e la  capacità di scegliere il proprio marito. La madre di Aurora, la baronessa di Monreale, interpretata egregiamente da Elisa Orilio, che rientra nella categoria di donne costrette a piegarsi al volere del padre-padrone e poi del marito e che  spinge la figlia a fare lo stesso perché non intravede altra soluzione e, in ultimo, l’orchessa, interpretata in maniera eccellente  da Rosalina Costanza, che ha ben saputo calibrare gli stati d’animo del proprio personaggio. Un’ orchessa, emarginata, rinchiusa in un castello dai propri genitori che avrebbero dovuto proteggerla.  Tre storie che esprimono la difficoltà di emergere e di sopravvivere in una realtà che  spinge, non di rado, le donne più o meno giovani, a confrontarsi con modelli  lontani dal loro sentire, come nel caso della baronessa, che, con le sue risate fragorose, denuncia la sottomissione, l’impossibilità di combattere una società piena di paradossi e contraddizioni. La strada proposta non è una mera parità dei sessi, ma quella del recupero della dignità della donna in quanto persona. Molto bravi, nonostante la giovane età, tutti gli altri attori ed in particolare Fabrizio Tantillo che è riuscito a catturare l’attenzione di grandi e piccoli.

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Il cast.

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3 pensieri su “Il gatto con gli stivali: una storia, un viaggio

  1. Carissima Daniela, gli attori e le attrici sono stati bravi, anche la regista nonchè autrice, ma tu hai saputo esprimere egregiamente i sentimenti che hanno provato gli spettatori. Quando ti deciderai a scrivere un romanzo e a intraprendere, a mio parere, la carriera di giornalista ? Per me già lo sei da tanto tempo. Ciao Pina

    • Cara Pina, grazie di cuore! Sei sempre gentilissima! In realtà, sto lavorando ad un romanzo da un po’ di tempo e, come tu sai, la scrittura è mia compagna fedele. Vedremo come andrà a finire…
      Grazie di essere passata di qui! A presto

    • Carissima Pina, grazie di cuore! In realtà, ho un romanzo in cantiere da un poco di tempo che spero di riuscire a terminare…la scrittura è sempre mia fedele compagna che riesce a dare voce alle emozioni, alle esperienze, ai pensieri. Chissà dove mi porterà…vedremo.
      Grazie di essere passata di qui! A presto❤️

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