Il restauratore di libri: intervista ad Orazio Burrafato

Augustinus de Ancona - Incunabolo del 1487 Biblioteca del Centro Educativo Ignaziano - Padri Gesuiti Gonzaga Palermo

Augustinus de Ancona – Incunabolo del 1487
Biblioteca del Centro Educativo Ignaziano – Padri Gesuiti Gonzaga Palermo

Ci sono mestieri davvero singolari di cui si parla molto poco, se non quando si tratta di tagli e mancati progetti di conservazione e valorizzazione dei beni culturali. Uno di questi è il restautatore di libri antichi, pergamene e manoscritti.

Mi sono sempre chiesta, essendo un’ accanita lettrice ed appassionata di storia e letteratura, cosa avrei fatto se mi fossi trovata dinanzi il manoscritto di un’opera antica.

Ho deciso di rivolgermi ad un addetto ai lavori per spiegarci in cosa consista il restauro di libri antichi e vivere, almeno per un attimo, la magia di avere un tesoro fra le mani perché come afferma Edward Morgan: «Un libro è l’unico posto nel quale puoi esaminare il più fragile dei pensieri senza romperlo, o esplorare un’idea esplosiva senza la paura che ti scoppi in faccia. E’ uno dei pochi paradisi dove la mente dell’uomo può trovare allo stesso tempo provocazione e privacy».

Buona lettura!

Restauro conservativo di un Cartellone appartenente al Museo dell'Opera dei Pupi di Acireale. "Gli eroi dell'Opra raccontano". Lavoro eseguito nel 2012 per la Soprintendenza Beni Culturali ed Ambientali di Catania. L'intervento si contraddistingue per le chiare condizioni disastrate dell'opera pittorica eseguita dallo stesso Puparo. Il cartellone veniva utilizzato come fondale durante la rappresentazione. Fà parte di un lotto di 100 cartelloni, delle dimensioni di circa 1,80 x 2,00 metri, alcuni dei quali in queste condizioni, restaurati in circa un anno di lavoro.

Restauro conservativo di un Cartellone appartenente al Museo dell’Opera dei Pupi di Acireale. “Gli eroi dell’Opra raccontano”. Lavoro eseguito nel 2012 per la Soprintendenza Beni Culturali ed Ambientali di Catania. L’intervento si contraddistingue per le chiare condizioni disastrate dell’opera pittorica eseguita dallo stesso Puparo. Il cartellone veniva utilizzato come fondale durante la rappresentazione.
Fà parte di un lotto di 100 cartelloni, delle dimensioni di circa 1,80 x 2,00 metri, alcuni dei quali in queste condizioni, restaurati in circa un anno di lavoro.

Quando ha capito che il suo lavoro sarebbe stato il restauratore di libri?

Nel 1988 circa, una volta finito il mio primo corso frequentato da uditore. In quell’occasione è esplosa la passione, perchè questa è una professione che si può fare solo se si ha passione. Capiì che poteva diventare qualcosa di più e allora è iniziata l’avventura. Devo dire contro tutto e tutti, vista la totale o quasi sconoscenza del settore da parte di molti.

Da quanto tempo fai questo mestiere?

Sono circa 25 anni che esercito e dal 1995, da solo, con la mia impresa.

Quali sono le difficoltà che un restauratore incontra oggigiorno?

La prima difficoltà è dovuta alla totale assenza di una regolamentazione specifica. Ancora oggi non esiste un Albo ufficiale dei restauratori e neanche un Elenco. Siamo costretti e relegati ad un Albo Artigiani, molto generico in cui coesistono: parrucchieri, cuochi, edili, fotografi etc. Dico costretti perchè, pur rispettando questi mestieri, noi restauratori specializzati siamo tecnici altamente qualificati che avrebbero necessità di rispetto e salvaguardia.La seconda difficoltà è dovuta, sopratutto in questi ultimi anni alla mancanza oramai quasi totale di finanziamenti. Il patrimonio culturale, su cui noi mettiamo mano, appartiene quasi nella totalità allo Stato ed alle Curie, e sono loro che dovrebbero incentivare, salvaguardare, conservare al meglio lo sterminato Patrimonio di Beni Culturali che noi possediamo in quanto cittadini, che abbiamo in prestito tutto ciò. Dico da un po’ di tempo, che se è vero che il Patrimonio Culturale Italiano rappresenta l’eccellenza di questo nostro sfortunato paese, allora possiamo dire che noi restauratori ne rappresentiamo una delle eccellenze, spero di non essere scambiato per un presuntuoso ovviamente. Ma tutto ciò al di là di qualche proclama di tipo elettorale finisce sempre nel dimenticatoio.

 C’è un progetto di restauro al quale è più affezionato?

Sono molti sicuramente. In tanti anni è difficile poter individuare subito alcuni interventi rispetto ad altri, ma sicuramente uno dei lavori a cui sono più legato è ill restauro di 100 cartelloni appartenenti al Museo dell’Opera dei Pupi di Acireale, a cui ho dovuto dare il massimo impegno soprattutto per le dimensioni delle opere, circa 2 metri per 1 metro e ottanta centimetri per ogni singolo pezzo. Difficoltà aumentate dal materiale estremamente composito (diversità di tipo di carta utilizzata e soprattutto dal tipo di pitture eseguite con tempere o acrilici e a volte anche con acquerelli.

Quali sono le fasi da dover seguire per un buon intervento di restauro?

Bisogna distinguere s due tipologie di interventi: quel tipo di progettazione che prevede lo smontaggio integrale del volume nel caso di un libro, oppure quando la progettazione prevede un restauro conservativo e quindi un intervento a volume montato. Nel primo caso, se si è costretti allo smontaggio, le fasi di restauro sono fondamentali e propedeutiche ad una buona futura conservazione, e sono rappresentate dal fotografare prima durante e dopo l’intervento, il distacco della “Coperta”, la spolveratura, la scucitura delle carte, il lavaggio e la deacidificazione di queste ultime se richiesto, la ricomposizione dei fascicoli, la cucitura manuale dei fascicoli che avviene su telai similari a quelli utilizzati dal XII secolo in poi, il restauro della coperta originale che può essere in pelle, pergamena o altro materiale utilizzato successivamente con carte povere, le custodie in cartoni durevoli per la conservazione in cui inserire il reperto restaurato.

Restauro conservativo di un Cartellone appartenente al Museo dell'Opera dei Pupi di Acireale. "Gli eroi dell'Opra raccontano".

Restauro conservativo di un Cartellone appartenente al Museo dell’Opera dei Pupi di Acireale. “Gli eroi dell’Opra raccontano”.

Cosa ha provato quando ha lavorato alla bolla di Bonifacio VIII?

Cosa rispondere, l’emozione che ancora provo nel toccare e far rivivere e rendere nuovamente fruibili alcuni reperti che hanno rappresentato o rappresentano la storia da cui proveniamo, a volte, è difficilmente descrivibile. Nel caso specifico, la pergamena manoscritta ha una sua eleganza e raffinatezza che può anche andare al di là del contenuto, ma in ogni caso il reperto in questione rappresenta un momento fondamentale della storia del nostro paese anche se sono passati circa settecento anni. Ancora posso aggiungere che la stessa emozione posso provarla quando mi ritrovo a restaurare Incunaboli (i primi libri a stampa) e ancora mi soffermo a pensare che quando sono state stampate queste opere, l’autore, lo stampatore, l’incisore, non conoscevano l’esistenza dell’America. Forse potrà sembrare banale ma per me è ancora una forte emozione.

Ha mai restaurato manoscritti ?

Certo, ho restaurato moltissimi manoscritti, pezzi assolutamente unici. Del resto i nostri archivi statali e parrocchiali sono strapieni di volumi. E’ da questi grandi sistemi di conservazione che si traggono le fonti storiche, e gli archivi siciliani sono tra i più importanti al mondo, se ci riferiamo al panorama quantomeno europeo.

Quali attività si svolgono nel suo laboratorio?

Nel mio laboratorio si svolgono tutte le attività inerenti al restauro di libri, manoscritti, documenti membranacei, opere d’arte su carta, pelli.

 Cosa consiglierebbe ad un giovane che volesse intraprendere questo mestiere?

In questo momento storico mi viene molto difficile poter consigliare ad un giovane se intraprendere o meno questa attività. Forse amaramente consiglierei di cambiare orizzonti. Il mio è un ambito indissolubilmente legato alla Cultura, ed in questo paese, in questo momento c’è poco spazio. Forse all’estero in Inghilterra, Francia potrebbero trovare più spazio. Rimanendo un inguaribile ottimista, penso che passione e preparazione rappresentino una base fondamentale e questo potrebbe essere sufficiente a superare certi ostacoli. Credo che, prima o poi, un popolo più cosciente ed una classe dirigente lungimirante possano migliorare la situazione, però non riesco ancora a vedere quando ciò potrà accadere.  

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Restauro conservativo di un Cartellone appartenente al Museo dell’Opera dei Pupi di Acireale. “Gli eroi dell’Opra raccontano”.

  

 

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