Edith Stein: i primi anni

Saint_Edith_Stein

Edith Stein nasce il 12 ottobre 1891 a Breslavia, città principale della Slesia prussiana. Figlia di Siegfried Stein e Augusta Courant, la Stein proveniva da una famiglia ebraica praticante di ceppo tedesco.La città natale della Stein verrà annessa alla Polonia nel 1946, mentre nel periodo di Edith era una città di lingua e cultura tedesca.

La nascita di Edith è collegata, per via della data, alla festa ebraica del Kippur, il giorno del grande perdono. I genitori erano ebrei particolarmente praticanti e osservanti. Il territorio in cui la famiglia della Stein viveva, era composta da circa quarantacinquemila ebrei, costantemente oppressi e vessati da divieti e restrizioni, dotati però di una forte identità nazionale. L’appartenenza al popolo ebraico, era posta in secondo piano rispetto all’ amore per la patri., A causa della scomparsa del padre, la famiglia Stein cade in ristrettezze economiche. A prendere le redini dell’azienda di famiglia sarà la madre Augusta, con la quale la Stein avrà sempre un rapporto particolarmente forte. Della madre, Edith infatti sottolinea l’austerità e la fede vissuta ed incarnata nel quotidiano,

Ricordando  un episodio della propria infanzia, racconta:

In casa nostra non esistevano principi educativi; per sapere come comportarci, leggevamo nel cuore di nostra madre come in un libro aperto. La mamma c’insegnava l’orrore del male. Quando diceva:

-E’ peccato-, quel termine esprimeva il colmo della bruttezza e della cattiveria e ci lasciava sconvolti ….”
All’età di quattro anni Edith si ritrovò ad essere sola in casa, poiché tutti i suoi fratelli andavano a scuola, allora supplicò la madre perché vi mandasse anche lei, così Augusta la iscrisse all’asilo più vicino, ma Edith non si trovò bene,. Cominciò a frequentare la scuola nell’ottobre del 1897 a sei anni compiuti.

Nel periodo dell’adolescenza , Edith confessa di aver perso la fede in Dio: in piena coscienza e di libera scelta smisi di pregare, per potermi affermare come un essere umano.

Uno degli aspetti più rilevanti della vita della Stein riguarda la ricerca della verità, intesa non solo come conoscenza teoretica, ma come ricerca di senso. Continuerà ad accompagnare la madre in sinagoga semplicemente per devozione filiale. Presto scriverà che per lei non esiste alcun Dio, non esiste un Dio che sia persona . Mia sola preghiera era la sete di verità.

Almeno fino all’età di 21 anni, Edith pensa di poter trovare la verità al di là della relazione con Dio, cercandola nella psicologia e nella filosofia. Tale percorso la porterà agli studi di fenomenologia. Dopo gli studi classici, la Stein inizia gli studi di germanistica e storia all’università di Breslavia e comincia ad interessarsi all’associazione prussiana per il diritto femminile al voto. In quel periodo Georg Miskiewitz, le regala  un volumetto  di Husserl , professore di filosofia a Gottinga. Ben presto la Stein, spronata dalla lettura del testo, decide di trasferirsi per frequentare un semestre. E’ il 1913.

Secondo le fonti e si suoi scritti, Edith comincia a conoscere la fede cristiana mediante i suoi colleghi quali Husserl , Scheler, Reinach. Ella racconta:

A Gottinga si parlava veramente di filosofia giorno e notte, a pranzo, per la strada ovunque.

Moskiewicz la presenta al professore Adolf Reinach, assistente di Husserl, un ebreo convertito di circa trent’anni, che diceva ai suoi allievi: “non si deve mai avere paura di andare fino in fondo alle cose, fino alla loro realtà ultima” e su questa strada un giorno egli aveva incontrato Cristo.

Reinach riceve Edith nel suo studio mettendola immediatamente a proprio agio, colpendola per la grande bontà, preludio e forse germe della futura fede: “Mai prima di allora mi ero sentita accogliere con tanta bontà da un essere umano ….Era come se mi aprisse davanti un mondo nuovo …” .

Nel 1914 scoppia la prima guerra mondale a proposito della quale  annota: Ora non ho una mia propria vita. La felicità e la spensieratezza degli studi di filosofia lasciano il posto alle corsie degli ospedali dove inizia a lavorare come infermiera.

Nel 1916 , Edith visse un momento di travaglio interiore. la morte di un amico, le aveva posto numerosi dubbi che l’avrebbero condotta ad affrontare un lungo e difficile conflitto interiore fino ad approdare alla consapevolezza della presenza di un Dio personale che ama. Interessante, a tal proposito, è li fatto che Edith analizza come nel caso della disperazione esistenziale , l’uomo è incapace di prendere delle decisioni e descrive l’esperienza di pace sanante e consolante, una pace che è trascendentale e che si spande nell’anima. Ripercorrendo in seguito questo momento della sua vita ella afferma: Questo è stato il mio primo incontro con la croce e con la forza divina che trasmette ai suoi portatori … Fu il momento in cui la mia irreligiosità crollò e Cristo rifulse “. Più tardi scriverà: ” Ciò che non era nei miei piani era nei piani di Dio. In me prende vita la profonda convinzione che-visto dal lato di Dio – non esiste il caso; tutta la mia vita, fino ai minimi particolari, è già tracciata nei piani della provvidenza divina e davanti agli occhi assolutamente veggenti di Dio presenta una correlazione perfettamente compiuta”.

Il 1917fu l’anno in cui cominciò lentamente a muovere i passi verso Dio.

Da un lato, infatti, le sorti della Germania e parallelamente la delusione amorosa nei confronti di Roman Ingarden dalla quale viene respinta e che presto sposerà poco dopo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...