La nuova frontiera dell’arte: Sigalit Landau

Nel mio percorso accademico e formativo, mi sono sono sempre accostata all’arte contemporanea con un atteggiamento di curiosità ma anche di disagio. Forse sono conservatrice, ma quando penso all’arte mi vengono in mente gli Impressionisti, Alma Tadema, Fidia, Picasso, Delacroix, Michelangelo, Donatello e tanti altri personaggi del genere. Di recente, mi diverto ad osservare le nuove frontiere dell’arte contemporanea e degli artisti: di alcuni penso che abbiano avuto idee geniali, di altri invece ho l’impressione che, fra vent’anni, probabilmente nessuno ricorderà cosa abbiano fatto.

In un panorama così variegato e complesso, mi colpiscono i lavori di Sigalit Landau, un’artista israeliana. Sono rimasta senza parole osservando un suo lavoro: scarpe di piombo disposte in cerchio, tenute insieme da veri lacci di scarpe.

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Scarpe di piombo, come se gli gli uomini fossero ancorati a terra senza alcuna possibilità di movimento e i lacci come i legami umani, fragili, passeggeri, poco nutrienti. Il cerchio poi è una figura che cerca di abbattere le distanze: stando in cerchio, si è quasi gomito a gomito… penso che si potrebbero fare molte riflessioni su quest’opera e sono certa che ciascuno di voi avrà una percezione dell’opera diversa dalla mia.

In un’intervista recente, Sigelit ha affermato che uno degli obiettivi della sua arte è condurre gli spettatori, gli uomini a sperimentare  nuove realtà emotive.

Voi cosa ne pensate? Ci è riuscita?

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2 pensieri su “La nuova frontiera dell’arte: Sigalit Landau

  1. Sì, a mio parere c’è riuscita benissimo!
    Riguardo la tua iniziale diffidenza verso l’arte contemporanea, beh, è comprensibile se utilizzi come punto di partenza quella classica. Ma, come sai bene, dal Novecento in poi, grazie a gente come Duchamp, l’arte ha subito una rivoluzione radicale, nella forma e nella sostanza. Quindi, il rapporto tra le due è un po’ quello che corre – esempio idiota, ma giusto per essere chiari – tra una diligenza e un’auto di oggi: sono entrambe mezzi di trasporto, ma la differenza tra le due è abissale; nonostante ciò, l’auto di oggi probabilmente non sarebbe nata senza la vecchia diligenza.
    Ecco: ci sono molti artisti contemporanei che hanno (e ci offrono) una visione assolutamente illuminante della realtà, e questo è certamente lo scopo fondamentale, oggi, dell’arte: non più mero valore estetico, ma soprattutto valore “filosofico”, per così dire. Non più solo piacere per gli occhi, ma pure per la mente – e relativa riflessione.
    E ti dirò di più: se tu sai apprezzare l’arte classica, saprai pure riconoscere e comprendere meglio quella contemporanea, percependo in essa anche l’eventuale valore estetico, che invece tanti non vedono perché si pongono di fronte ad essa in modo prevenutamente diffidente. Inevitabilmente, l’una è madre dell’altra e viceversa, anche se potrebbe non sembrare, e i primi a sapere ciò sono proprio quegli artisti che più di altri sanno creare opere interessanti, come ha fatto (e come tu hai compreso) Sigalit Landau, che da sempre riflette nei suoi lavori sulla realtà del proprio paese e ne ricava impressioni poi condivisibili anche altrove, e anche da noi.
    Ok, fine sermone! Accidenti quanto ho scritto! 😛 🙂

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