Il libro diventa corpo

In questi giorni sto leggendo un libro molto interessante di M. Recalcati, dal titolo L’ora di lezione. L’autore analizza con estrema lucidità le problematiche insite nel mondo scolastico, i complessi della scuola italiana ma pone in luce, anche, quanto sia davvero complesso il lavoro di un docente. Proprio qualche giorno fa, parlando con una conoscente, mi sono sentita dire che il lavoro più bello è quello dell’insegnante: tre mesi di vacanza in estate, due settimane  per le festività natalizie, ponti e ponticelli vari. Ha passato in rassegna l’intero calendario!

Quello che si dimentica, però, è la responsabilità che hanno gli insegnanti sulla vita degli alunni…è un continuo work in progress che ti mette sempre in discussione perché non si ha a che fare con numeri o  voti, ma con persone che entrano in relazione!

Vorrei condividere con voi un piccolo abstract del libro per riflettere un po’ insieme… mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.

Buona giornata, Dada.

fundraising-scuola

“Il lavoro dell’insegnante è uno dei lavori più decisivi nella formazione dell’individuo anche se, come abbiamo già ripetuto, nel nostro Paese viene bistrattato e umiliato sia economicamente che socialmente.  Resta il fatto che non sapremo mai abbastanza dare il giusto peso a come l’incontro con un insegnante possa davvero cambiare una vita, renderla diversa da prima, favorire la sua trasformazione singolare. Accade come con l’incontro con certi libri o con certe opere d’arte. Il mondo continua a essere quello di prima, certo, ma non è più lo stesso. È come prima e non è più come prima. È questo l’effetto di un incontro con una testimonianza che sa incarnarsi: le stesse cose si imparano a vedere in modo nuovo.”

Passi di: Massimo Recalcati. “L’ora di lezione Per un’erotica dell’insegnamento (2014)”.

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2 pensieri su “Il libro diventa corpo

  1. Bello il pezzo del libro e giusto, infatti dovrebbe essere così, ma purtroppo non sempre lo è, ci sono Insegnanti che non sono portati per fare questo lavoro, che non sanno rapportarsi con gli studenti, eppure continuano ad insegnare lo stesso, anche se in verità, riusciranno a trasmettere ben poco.Penso che per questo lavoro, così importante, ci dovrebbe essere una valutazione più mirata nella scelta degli insegnanti, cosa che attualmente non viene fatta.Buona giornata.

    Date: Thu, 30 Oct 2014 07:49:28 +0000 To: silvia-1959@live.it

    • A scuola c’è di tutto: ci sono colleghi che vivono per gli studenti, altri che avrebbero voluto fare altro ma che alla fine hanno ripiegato sull’insegnamento…gli alunni hanno la capacità, in maniera assolutamente straordinaria, di scrutare con molta attenzione chi hanno davanti… Grazie per il tuo commento!
      Ti auguro una serena giornata! 🙂

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