La svolta: Simone Weil. Seconda parte

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Vive un’esperienza particolare, mentre si trova nella chiesa di Santa Maria degli Angeli. Ella percepisce una forza irresistibile. Cominciano così le sue esperienze mistiche che s’intensificano nel 1938:

La parola  di Dio non aveva alcun posto nei miei pensieri. Lo ha avuto solamente a partire dal giorno […] in cui non ho potuto rifiutarglielo. In un momento d’intenso dolore fisico […] ho sentito, senza esservi assolutamente preparata, una presenza più personale, più certa, più reale di quella di un essere umano, inaccessibile sia ai sensi che all’immaginazione, analoga all’amore che traspare attraverso il più tenero sorriso di un essere amato. Non potevo essere preparata a questa presenza – non avevo mai letto i mistici. Da quell’istante il nome di Dio e quello di Cristo si sono mescolati in maniera sempre più irresistibile ai miei pensieri.
Non comunica a nessuno ciò che sta vivendo per il timore che l’appartenenza alla comunità ecclesiale possa essere un rifugio. Parallelamente a questo, per un momento, ritiene opportuno non pregare:
Mi pareva infatti – e lo credo ancor oggi – che non si resista mai abbastanza a Dio, se lo si fa per puro scrupolo di verità. […] Durante tutto questo periodo di evoluzione spirituale non ho mai pregato: temevo il potere di suggestione della preghiera, quel potere per cui Pascal la raccomanda. Il metodo di Pascal mi pare uno dei peggiori per giungere alla fede. 
In seguito, con l’inizio della seconda guerra mondiale, la Weil si rende conto dell’orrore del conflitto.
Trasferendosi nella città di Vischy viene arrestata per aver distribuito volantini contro il governo locale. Da lì si sposterà a Marsiglia, dove stringe un rapporto d’amicizia con il domenicano Joseph-Marie Perrin. Sarà Perrin che non solo raccoglierà alcuni scritti nell’opera Attesa di Dio, ma presenterà anche la Weil a Thibon, che la assumerà come operaria agricola. La vita bucolica, scandita dalla semplicità e dalla preghiera le farranno dire:
allora mi sono imposta, come unica pratica, di recitarlo ogni mattina […]. Talvolta anche, mentre recito il Padre Nostro oppure in altri momenti, Cristo è presente in persona, ma con una presenza infinitamente più reale, più toccante, più chiara, più colma d’amore della prima volta in cui mi ha presa.
In seguito si sposta a Casablanca, in un campo profughi affollato da esuli ebrei per poi approdare a New York dove stringerà amicizie e relazioni con la comunità afroamericana, frequenterà la comunità battista. Pian piano, Simone comincerà a nutrire qualche perplessità  sull’adagio extra ecclesiam nulla salus.
Ella stessa esiterà a battezzarsi, spiegando che :
il cristianesimo deve contenere in sé tutte le vocazioni senza eccezione, perché è cattolico . […] tradirei la verità, cioè quell’aspetto della verità che io scorgo, se abbandonassi la posizione in cui mi trovo sin dalla nascita, cioè il punto di intersezione tra il cristianesimo e tutto ciò che è fuori di esso. […] C’è un ostacolo assolutamente insormontabile all’incarnazione del cristianesimo, ed è l’uso di due brevi parole: anathema sit. […] Mi schiero al fianco di tutte le cose che, a causa di quelle due brevi parole, non possono entrare nella Chiesa, ricettacolo universale.»
Non si risparmia con digiuni a dare il suo contributo per l’organizzazione dei france libre e comincia a d essere molto più convinta della follia hitleriana:

Soltanto Hitler ha finora colpito l’immaginazione delle masse. Ora bisognerebbe colpire più forte di lui. Questo corpo femminile costituirebbe senza dubbio un mezzo in grado di riuscirci. […] Questo corpo da una parte, e le SS dall’altra, creerebbero con la loro contrapposizione un’immagine da preferire a qualsiasi slogan. Sarebbe la rappresentazione più clamorosa possibile delle due direzioni tra le quali l’umanità oggi deve scegliere. »
La Weil, desiderando di partecipare alla guerra, ma vedendosi impossibilitata, scrive a  J. Maritain dicendo:
Se non riuscissi a realizzare né il progetto di una formazione di infermiere di prima linea né quello di essere inviata in Francia per una missione rischiosa cadrei in uno stato di prostrazione. Perché, dal momento che condividevo laggiù (a Marsiglia) le sofferenze e i rischi, e che ho abbandonato tutto ciò nella speranza di una maggiore e più efficace partecipazione, se non potessi farlo, avrei la dolorosa sensazione di avere disertato.
Il 15 aprile 1943 muore nel sonno a causa della tubercolosi. Qualche giorno prima, lascia  un pensiero per i genitori:

Non siate ingrati verso le cose belle. Godete di esse, sentendo che, durante ogni secondo in cui godete di loro, io sono con voi… Dovunque c’è una cosa bella, ditevi che ci sono anch’io.

Il pensiero della Weil si concentra sul fatto di prendere costantemente posizione a favore dei deboli e degli oppressi. Critica a tal proposito il marxismo, accusandolo di materialismo e idolatria. Il partito si è lasciato sedurre dal culto della grande industria, dall’illusione del progresso. Secondo la Weil, l’esercizio del potere conduce l’uomo a piegare ogni cosa per i propri interessi portandolo alla follia, all’idolatria stessa del potere. La politica , infatti, dovrebbe favorire la fratellanza.
Evidenzia come la scienza e  la religione non debbano essere contrapposti, rimproverando a Cartesio quest’idea legata al progresso. Non a caso, lavora instancabilmente alla scienza cristiana  definita cristianesimo incarnato:
« L’incarnazione del cristianesimo implica una soluzione armoniosa del problema dei rapporti fra individuo e collettività. Armonia in senso pitagorico: giusto equilibrio dei contrari. È precisamente di questo che gli uomini hanno sete oggi.»
E’ interessante, a tal proposito , la ferita intima  e la lacerazione crescente «dovuta all’incapacità […] di pensare insieme nella verità la sventura degli uomini, la perfezione di Dio e il legame tra le due».
Emerge in questo senso, la relazione con Dio: « Iddio pena, attraverso lo spessore infinito del tempo e della specie, per raggiungere l’anima e sedurla. Se essa si lascia strappare, anche solo per un attimo, un consenso puro e intero, allora Iddio la conquista. E quando sia divenuta cosa interamente sua, l’abbandona. La lascia totalmente sola. Ed essa a sua volta, ma a tentoni, deve attraversare lo spessore infinito del tempo e dello spazio alla ricerca di colui ch’essa ama. Così l’anima rifà in senso inverso il viaggio che Iddio ha fatto verso di lei. E ciò è la croce.
Il silenzio di Dio è colmo di significato e, nel grido di Gesù, la Weil percepisce che il cristianesimo non è semplicemente una religione ma è qualcosa di più:

Per una decisione del tutto libera, Dio si rivela e si dona all’uomo svelando il suo mistero, il suo disegno di benevolenza prestabilito da tutta l’eternità in Cristo a favore di tutti gli uomini. Egli rivela pienamente il suo disegno inviando il suo Figlio prediletto, il Signore nostro Gesù Cristo, e lo Spirito Santo. (Dei Verbum)

 

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