Amor ergo sum

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Non è più possibile dire: Cogito ergo sum. Dovremmo dire piuttosto: Cogitor ergo sum; amor ergo sum. lo esisto non perché penso, non perché amo, ma perché scopro di essere pensato, di essere amato. Scopro che la mia casa non è la mia, ma è la casa dell’ Altro in cui io esisto, da cui io vengo. Nell’abisso del silenzio di esistere, io scopro di essere donato a me stesso.
Pensare fra esodo e avvento significa riconoscersi pensati, significa riconoscere di “essere in”. Significa vivere le trasgressioni [trans-gredior, fare il passo oltre] dell’uomo. Siate trasgressivi! Non vi sto invitando alla banale rivolta, ma ad osare le cose più alte, di varcarne i confini dopo averne sofferto tutto l’infinito dolore. Vi sto invitando a pensare fino fondo, per andare al di là dello stupore della ragione, aprendovi al paradosso della fede.”
B. Forte

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