Le donne e la scrittura

Waterhouse - Penelope

Da qualche tempo, penso di dedicare uno spazio alle figure femminili più rappresentative. Durante i miei anni all’università, prima alla facoltà di Lettere e Filosofia e poi alla Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia, mi sono occupata più volte e, secondo differenti modalità, della relazione tra donna e scrittura.

F. Rigotti, in un suo libro di qualche anno fa affermava: «Filare, pensare, scrivere sono tutte azioni che sgorgano dalla necessità primordiale di imprimere una forma, una direzione, un senso».[1] Il filo del cucito e quello del pensiero sono legati da un imprescindibile nesso: la tessitura nasce non solo dall’esigenza di soddisfare bisogni materiali, come coprirsi per difendersi dagli sbalzi di temperatura e dagli eventi atmosferici, ma è anche l’espressione più profonda di un universo interiore che emerge attraverso un manufatto concreto come il ricamo. Non è un caso che la tessitura sia metafora della scrittura. Il pensiero è un filo che viene intrecciato, composto come un tessuto, tagliato e cucito come una stoffa. È interessante il ragionamento condotto dalla Rigotti a proposito dell’esperienza della tessitura come specificamente femminile: «Il filo è stato “dato” in mano alla donna», afferma il critico, «perché filasse, lavorasse a maglia, ricamasse, tessesse: si occupasse di tutti questi lavori che, dicevano i Greci, sono indegni degli uomini. Sono lavori che fanno perfino le dee, le principesse, le regine. Ma, dice Omero, sono indegni dell’uomo. La parte affermata è quella oggettiva, reale: il filo vero, che si tocca e si tiene in mano. Il filo negato è il filo logico. E qui c’è il paradosso di Arianna: nonostante sia una donna che mette in mano a Teseo il filo per uscire dal labirinto, alle donne è stata rifiutata per millenni la prerogativa del pensiero logico. Si è detto: le donne ragionano col cuore, non col cervello».[2]

Se è vero, seguendo la tesi della Rigotti, che la donna, legata al mondo interamente versato alla pratica del cucito e del ricamo, è tagliata fuori dal logos, è pur vero che, nella pratica epistolare, ha trovato possibilità espressive che hanno dato voce alle esigenze più profonde. La scrittura, per la donna, è identificazione, conferma del Sé come individuo e come genere.

[1] F. Rigotti, Il filo del pensiero. Tessere, scrivere, pensare, Il Mulino, Roma 2002, p. 15.

[2] Dopo la filatura, la tessitura, c’è il taglio della stoffa e la confezione dell’abito. L’abito filosofico è quello con cui si rivestono le parole, o che veste le parole, e dà la possibilità di esprimersi, anche se molto spesso è stato usato come metafora della menzogna: l’abito è ciò che copre la verità. F. Rigotti, Il filo del pensiero. Tessere, scrivere, pensare, op.cit., pp. 15-17.

Desidero condividere con tutti voi la riflessione su alcune donne che, in un modo o nell’altro, hanno segnato il mio percorso formativo ed esistenziale nella speranza di non annoiarvi… Poetesse, letterate, filosofe, artiste, le donne sono questo ma anche molto di più!

A prestissimo, Dada

Annunci

5 pensieri su “Le donne e la scrittura

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...